| "Vicenza, muti alla meta". E' questo il titolo con cui la rosea Gazzetta ha commentato il silenzio stampa attuato dalla società biancorossa. La firma è quella di Marco Pastonesi, caporedattore del quotidiano, autore di libri, critico spesso molto caustico della realtà (non solo) calcistica di oggi. Il colpo di frusta di Pastonesi, così inaspettato, ha colto un po' tutti in contropiede: i responsabili del Vicenza, decisi a rimanere arroccati su posizioni di (quasi) totale chiusura; i cronisti della stampa locale, scavalcati nei toni di una protesta portata avanti fino ad oggi in maniera piuttosto sommessa. | |
| Gli stessi tifosi, che attraverso il Centro di coordinamento avevano cercato di far sentire la propria voce. Insomma: un polverone. Il tutto ingigantito da una cassa di risonanza fuori programma, quella rappresentata dal "testa a testa" animatosi quasi in contemporanea tra Rinaldo Sagramola da un lato e Gigi Arena dall'altro. E' la prima volta, dai tempi della presenza in Coppa delle Coppe, che il Vicenza cattura l'attenzione della stampa nazionale. Allora lo aveva fatto a suon di risultati sportivi, tenendo ben alta la bandiera del calcio provinciale; adesso lo fa per una scelta che se appare incontestabile sotto il profilo del diritto (ciascuno è libero di gestire la comunicazione come meglio crede) risulta tuttavia incomprensibile sotto il profilo della logica. Il silenzio stampa viene attuato di norma contro qualcosa o qualcuno. E' una forma di protesta che può essere più o meno condivisibile e che è finalizzata tuttavia a situazioni particolari, non dilatate nel tempo. Nel caso del Vicenza il black-out oratorio aveva sicuramente una ragione d'essere nel momento in cui la squadra, preda di insondabili problemi di carattere tattico, era finita inesorabilmente nel mirino della critica. Una scelta logica, quindi, dettata dalla necessità di proteggersi da strali che arrivavano da tutte le parti e proprio per questo (essendo prima di tutto l'espressione di un diritto) incontestabile. Il seguito è ben noto. Uscito dal tunnel della crisi il Vicenza ha inanellato 14 risultati utili consecutivi agganciando addirittura la vetta della classifica. E il silenzio stampa, durante questi tre mesi di euforia, è continuato in virtù di una scelta scaramantica. Poi la sconfitta di Ancona e la decisione fuori programma di proseguire nel mutismo a oltranza, chissà perché e chissà per come. Un mutismo che non essendo ragionevolmente attuato come forma di protesta contro qualcosa o qualcuno, ha finito per ritorcersi contro chi lo ha istituzionalizzato. |