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Segni del Novecento
Apre a Vicenza una prestigiosa esposizione sulla donazione Neri Pozza
Sabato 29 marzo prende avvio, presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, la prima tappa di un'ampia esposizione promossa dalla Fondazione Giorgio Cini, dedicata ai disegni, ai libri illustrati e alle incisioni della donazione Neri Pozza alla Fondazione veneziana. Suggello all'antica amicizia che legava l'illustre editore vicentino alla prestigiosa istituzione culturale di Venezia, la donazione è costituita da un corpus di opere raccolte lungo un arco di oltre quarant'anni, dal secondo Dopoguerra alla fine degli anni Ottanta. La mostra, curata da Giuseppe Pavanello, Direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione veneziana, presenta un percorso ritmato da oltre duecento opere e articolato in 3 sezioni. La sezione Disegni, curata in catalogo da Giuseppina Dal Canton, è costituita da 91 tavole, suddivisa in una decina di nuclei. Si ritrovano gli schizzi di autentici Maestri del Novecento come De Pisis e Morandi accanto alle opere di Guttuso, Luzzati, De Maria, Quaglia, Music e altri.
Filippo De Pisis, Corridore in bicicletta
Neri Pozza (1912-1988) non fu solamente un editore di indubbio successo: è stato anzitutto un uomo del Novecento, immerso a tal punto nello spirito a volte travagliato del XX secolo da divenire egli stesso scrittore, poeta, scultore ed incisore. La sua parabola artistica - alla quale Palazzo Leoni Montanari, ancor prima di divenire museo, aveva già dedicato una mostra antologica nel 1981 - prese l'avvio nel 1933 dal fertile terreno familiare, sulla scia della figura paterna, e proseguì negli anni successivi con una progressiva maturazione dei mezzi espressivi che lo portò da un lato ad eleggere l'incisione come disciplina preferita, dall'altro ad assumere la città natale, l'amatissima Vicenza, come motivo ispiratore delle sue creazioni.
L'editore vicentino Neri Pozza
Alla fine del secondo conflitto mondiale, con pionieristico spirito d'iniziativa, Neri Pozza fondò nel 1946 l'omonima casa editrice, dimostrando un intuito straordinario nell'individuare e valorizzare le voci più emblematiche della letteratura e della poesia contemporanea (Montale, Parise, Buzzati, Gadda, Bontempelli, Luzi). Grazie alle vaste frequentazioni, acquisì nel corso degli anni una conoscenza capillare della letteratura e dell'arte e strinse legami di sincera amicizia con numerosi artisti.
Juan Mirò, Sculptures
Un particolare rapporto di viva stima e cordialità venne appunto intrecciato con la Fondazione Giorgio Cini: la donazione della raccolta di grafica ne rappresenta il momento culminante, tanto da apparire quasi come una sorta di testamento anzitutto spirituale. Nella sezione dei Libri Illustrati il volume forse più importante del lascito, per significato storico e valore artistico, è il romanzo Dingo di Octave Mirbeau illustrato da Pierre Bonnard con cinquantacinque acqueforti pubblicato nel 1924. Poi un nucleo di importanti libri dell'editoria di pregio italiana di metà Novecento, poesia o prosa contemporanea, testi classici, illustrazioni originali di celebri artisti. Il più antico di questi risale al 1941 ed è l'Apocalisse tradotta da monsignor Antonio Martini per le Edizioni della Chimera e illustrata da 20 litografie di Giorgio de Chirico. Tra i volumi esposti, anche il primo libro con illustrazioni d'artista edito da Neri Pozza: il Vangelo pubblicato nel 1947 nelle quattro traduzioni di Nicola Lisi, Corrado Alvaro, Diego Valeri e Massimo Bontempelli, con quattro litografie di Felice Casorati.
Marc Chagall, Derrière le miroir

Infine la sezione di 400 Incisioni donate da Neri Pozza è composto da opere di Mino Maccari, Leonardo Castellani, Giovanni Barbisan, Tono Zancanaro e Luigi Bartolini. Di questi cinque autori Neri Pozza ha cercato di raccogliere i lavori più significativi, con scelte guidate da un gusto sicuro e soprattutto dalla volontà di disporre di un corpus comprendente esempi dell'intera produzione di ciascuno. Ciò gli è riuscito in modo mirabile, al punto che non esistono, per almeno tre di tali incisori - Castellani, Zancanaro e Barbisan - collezioni private o pubbliche parimenti complete, mentre per un quarto - Bartolini - Neri Pozza ha saputo mettere insieme una raccolta che, dopo quella di Sebastiano Timpanaro, risulta la più ricca di pezzi rari e di altissima qualità.


28/03/2003

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