| News / Eventi e manifestazioni / Cronaca e fatti |  | Il Palladio d'Oro a Siza | | Il grande architetto ha ricevuto il prestigioso premio vicentino | | Una personalità che ha già instaurato con Vicenza un dialogo affettivo e artistico di particolare spessore, che certamente sarà ancor più serrato dopo il conferimento della Palladio d'Oro. A ricevere dalle mani del sindaco della città, Enrico Hüllweck, la penna che simboleggia Vicenza attraverso quanto di più prezioso essa può vantare, l'arte orafa e la sublime genialità dell'architettura palladiana, questa volta è stato Alvaro Siza Vieira, l'architetto portoghese di fama mondiale, già noto alla città per la prestigiosa mostra - curata da Abacoarchitettura - dedicata alle sue principali opere, progettata da lui stesso e allestita, a cavallo del 1999-2000 in Basilica Palladiana. |  | | L'architetto Alvaro Siza |  | Venerdì 4 aprile al Teatro Olimpico il patto che la Palladio d'Oro simboleggia, una sorta di investitura a diventare ambasciatori e testimoni della città nel mondo, è stato stipulato con l'architetto portoghese, vincitore nel 1992 del Pritzker Price, il parallelo del Nobel per il mondo dell'architettura, giunto a suggello di una carriera accademica brillante e di un lavoro di ricerca fra i più raffinati dell'architettura contemporanea. Il professor Siza sale ancora una volta in cattedra per quanti, professionisti o solo cultori, avranno desiderio di ascoltare uno dei massimi artisti del nostro tempo. | | Il Museo di Santiago de Compostela | | Alvaro Siza, è il terzo grande personaggio a ricevere il Premio, dopo il Nobel Carlo Rubbia e l'attore di teatro Giorgio Albertazzi. Fin dalla sua laurea all'università di Oporto, Siza ha saputo coniugare la libera docenza (è, ancor oggi, docente di Costruzioni) e l'esercizio della professione. Ha portato i suoi insegnamenti, in veste di visiting professor, nelle più importanti facoltà del mondo, dalla Svizzera, al Sud America e agli Stati Uniti e, contestualmente, ha realizzato numerose opere di carattere civile e religioso, dalle Residenze della Giudecca a Venezia, al Casino Winkler di Salisburgo, alla Facoltà di architettura e, più di recente, al Museo d'arte moderna della sua città, Oporto, al Centro d'arte contemporanea di Santiago de Compostela, al padiglione del Portogallo all'Expo del 1998 di Lisbona, alla chiesa di S.Marco di Canavezes, fino al piano di recupero urbanistico del quartiere di "Le Hague" in Olanda e alla ricostruzione del "Chiado" di Lisbona. Una vita dedicata all'arte più sublime, quella dell'architetto, appunto, che Siza professa con una sorta religiosità votata alla ricerca della bellezza assoluta della forma pura. Una tensione progettuale che lo ha portato a sublimare le forme architettoniche fino a farle diventare quasi zen, essenziali e rarefatte. Tutto questo senza perdere il contatto con il contesto paesaggistico circostante e mantenendo la capacità di percorrere nuove strade e proporre originali soluzioni architetturali. Dopo il Pritzker Price, dopo il premio Mies van der Rohe, dopo la medaglia d'oro della Fondazione Alvar Aalto e il Praemium Imperiale, dopo le numerose lauree ad honorem conferitegli dalle università di mezzo mondo, Alvaro Siza, a cui si deve anche la rinascita dell'architettura lusitana, a Vicenza ancora una volta per ribadire il suo amore per questa nobile pratica, nella città più consona a questa professione, la Vicenza del Palladio. La partecipazione è libera, fino all'esaurimento dei posti disponibili. |