| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | News / Pubblica utilità / Iniziative |  | Campane contro la guerra | | Il vescovo Pietro Nonis e 147 sacerdoti della Diocesi lanciano un’iniziativa di grande valore | | A pochi giorni di distanza dalla consegna a Papa Giovanni Paolo II di una preziosa e antica campana tibetana in segno di pace da parte del collezionista e antiquario Gioacchino Obrietan, nel difficile momento storico e sociale come quello che stiamo vivendo, da Vicenza giunge un'altra iniziativa destinata a far parlare di sè. Il Vescovo Pietro Nonis e un folto gruppo di quasi 150 sacerdoti vicentini hanno deciso di far suonare le campane delle chiese ogni sera per due minuti da qui fino alla cessazione delle ostilità belliche in Iraq, ovviamente augurandosi, come tutti noi, che queste ultime finiscano il più presto possibile. |  | | Il Vescovo di Vicenza Pietro Nonis |  | "Proponiamo, finché la guerra non cesserà, qualche minuto di silenzio penitenziale all'inizio di tutte le nostre liturgie eucaristiche, ha detto Nonis. E mentre esortiamo a prolungare o estendere la pratica del digiuno o di altre forme penitenziali, proponiamo che ogni sera, sino alla fine della guerra, la campana che per ultima invita nelle nostre chiese i fedeli alla preghiera suoni per uno o due minuti, quale voce della comunità". Le parole di Nonis fanno parte del testo di una lettera che lo stesso prelato ha indirizzato ad un organo della stampa cattolica vicentina, lettera sottoscritta da 147 sacerdoti della Diocesi. "Quali pastori delle comunità cristiane - scrive ancora il vescovo - sentiamo il dovere e l'urgenza di ulteriore discernimento, peraltro costretti dalla drammatica evoluzione della crisi in atto. La guerra per evitare la quale abbiamo pregato, manifestato in silenzio, scritto messaggi, è scoppiata".
| | I colori della pace... | | Mons. Nonis non trascura anche precisi riferimenti alla situazione politica internazionale e italiana, sottolinenando come siano caduti nel vuoto tanto gli sforzi diplomatici dell'Onu, quanto gli appelli del Papa , e come il governo italiano "ha cercato di far quadrare il cerchio riaffermando la propria amicizia con gli Usa e nel contempo affermando che non può esserci guerra al di fuori dell'Onu. Alla fine la quadratura del cerchio non è riuscita. (...) Anche con gli amici si può dissentire su cose che contano. La pace è una di quelle cose per le quali si dovrebbe avere il coraggio di dissentire". Le gravissime e innegabili responsabilità di Saddam Hussein, secondo quanto si legge nella lettera di Nonis, "non giustificano l'attacco unilaterale, semmai rischiano di consacrarlo per il futuro - vivo o morto, esule o no - disperato mito o delirante leader della frustrazione di tanti, di troppi poveri affamati, umiliati ed incattiviti dell'area Medio orientale". Mons. Nonis e i sacerdoti vicentini concludono chiedendo ai credenti "di intensificare la preghiera e, unitamente ad ogni uomo e donna operatori di pace, di spendersi attivamente perché rifiorisca una cultura di pace, dove la fame e la sete di giustizia diventino la fonte e insieme il traguardo di un'umanità mai stanca di camminare per un mondo più giusto". | 08/04/2003 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |