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La promozione in A
di Adalberto Scemma
Le squadre del Nord, e quindi anche il Vicenza, hanno puntato il dito sulla gestione allegra che ha caratterizzato in queste ultime stagioni gran parte delle società meridionali. "Certi presidenti -si è sentito dire in Lega- non hanno alcun senso manageriale, non sarebbero stati neppure capaci di vendere la frutta al mercato" . Si tratta di una valutazione superficiale se è vero, come è vero, che proprio alcuni presidenti del Sud considerati illuminati (per esempio Semeraro del Lecce) hanno posto invece l'accento sulle colpe di una Tv che ha sostanzialmente drogato il sistema calcio.
I colori dello stadio Menti

"Gli equilibri -viene rilevato- sono stati rotti al momento della firma del primo contratto con Telepiù sottoscritto da Juventus, Inter e Milan che hanno incassato in tre più di cento miliardi di vecchie lire segnando un solco profondo tra grandi e piccole che non è più stato colmato". Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti: le due squadre romane si sono letteralmente dissanguate per poter reggere l'impatto con un calcio stellare (sotto il profilo dei costi), il Parma è stato costretto a ridimensionare vistosamente il proprio budget privilegiando per sua fortuna la parte tecnica, mentre la Fiorentina è addirittura fallita.

La verità è che le grandi società vogliono arrivare a una Superlega di serie A. Una scandalo ? Se valutiamo la cosa con una virgola di cinismo dobbiamo dire di no. "Esiste una lega di serie C e una di dilettanti -osserva Sconcerti- e può quindi esisterne una anche per la serie A. Le Lega di A renderebbe logicamente i ricchi molto più ricchi e i poveri discretamente più poveri. Questa è una legge che noi gente comune conosciamo benissimo".

Annientare la serie B ha in realtà due vantaggi anche per i club professionistici della serie A: prima di tutto perché consentirebbe di spartirsi la torta televisiva in pochi, in secondo luogo perché rappresenterebbe di fatto la chiusura della mutualità con un risparmio di dieci miliardi di euro (duecento miliardi delle vecchie lire) all'anno. Tanto buone ragioni, insomma, per pensare che la promozione da conquistare quest'anno rappresenti per il Vicenza un traguardo obbligato. Il rischio, in caso negativo, è quello di rimanere invischiati in un sistema anomalo, con regole costantemente cambiate in corsa e con risposte inadeguate sotto il profilo economico.


10/04/2003

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