| Questo mese di giugno ha al suo inizio la festa di Pentecoste, che celebra il dono dello Spirito, l'inizio della Chiesa e della sua missione. Questa festa dovrebbe aiutarci a ricordare e a riflettere che lo Spirito Santo è il vero protagonista della missione della Chiesa. Se leggiamo i primi capitoli del libro degli Atti degli Apostoli possiamo scoprire tutto ciò che lo Spirito Santo ha fatto agli inizi della Chiesa e della sua missione. Tutto avviene per la presenza e l'azione dello Spirito che Gesù aveva promesso e poi donato ai suoi apostoli. In particolare viene sottolineata la universalità della missione (l'invio degli apostoli fino agli ultimi confini della terra); la docilità degli apostoli allo Spirito nella loro opera missionaria (lo Spirito guida la loro missione); tutta la Chiesa, mano a mano che si forma e si allarga diventa anche missionaria.
Ciò che lo Spirito Santo ha fatto agli inizi della Chiesa lo sta facendo anche oggi in ordine alla missione. Forse noi spesso diamo importanza (e lo meritano) ai missionari, alle nostre iniziative di aiuto e dimentichiamo la grande verità: anche oggi lo Spirito Santo è il vero protagonista della missione. "L'attività missionaria · ci ha detto il Papa nella Redemptoris Missio - è ancora agli inizi ed è sempre lo Spirito che è presente e operante in ogni luogo. Da questa consolante rilettura della presenza dello Spirito Santo agli inizi della Chiesa, che continua anche oggi, possono derivare per noi oggi due spunti di riflessione che il Papa ricorda nella enciclica sulla missione.
1) Egli dice al n. 24. "La Chiesadeve diventare la casa in cui tutti possono entrare e sentirsi a proprio agio conservando la propria cultura.". Forse dovremmo avere il coraggio di chiedere ad africani, asiatici, i n d i o s d ' A m e r i c a , ecc., se questo è vero anche oggi. Come avvertono la Chiesa, gli immigrati di cultura e religioni diverse che oggi sono in mezzo a noi? Se tensioni e problemi ci sono, sarebbe bene parlarne apertamente anche nei gruppi e nelle parrocchie se non altro, per poter pregare e chiedere per tutti la docilità allo Spirito Santo.
2) Un secondo punto di riflessione è questo: "Prima ancora di essere azione, dice il Papa, la missione è testimonianza e irradiazione" (n.26) e prima aveva detto: "la vera comunità cristiana è impegnata anche a distribuire i beni terreni, affinchè non ci siano indigenti." Con la situazione che si è venuta a creare tra Nord e Sud del mondo, dove lo stesso Cristo durante la "comunione", è ricevuto al Sud da cristiani affamati, e al Nord da "supersviluppati" con problemi di obesità, e dove, per tutta risposta, il flusso dei capitali va dai poveri ai ricchi, producendo "ricchi sempre più ricchi a spese dei poveri sempre più poveri"; ebbene, in una situazione di questo tipo, come si può parlare di "testimonianza" e di "irradiazione"? Che cosa testimoniano le comunità cristiane del Nord ricco che pure continuano a inviare personale apostolico in missione? Non è giunto il momento di pensare con serietà a un serio cambiamento di vita come primo contributo all'opera dei missionari? D.Valentino Grolla | |