"Dell'Eucarestia vive la Chiesa". Si apre così l'enciclica di Giovanni Paolo II, 'Ecclesia de Eucharistia', pubblicata in questo Giovedì Santo. Il documento è stato consegnato in luogo della lettera che ogni anno il Papa rivolge a tutti i sacerdoti del mondo. "Quest'anno, venticinquesimo per me di Pontificato, desidero coinvolgere più pienamente l'intera Chiesa in questa riflessione eucaristica". Il Papa confida anche di avere scritto la lettera, con l'obiettivo di ridestare lo stupore di fronte al mistero eucaristico. L'inizio della enciclica è autobiografica. Il Papa ricorda le tante Messe da lui celebrate in luoghi diversi. Poi entra subito il documento va al cuore della fede cristiana "a ciò che si svolse nell'Ultima Cena e dopo di essa" fino all'alba della Risurrezione passando per il venerdì santo. Quel mistero è significato in ogni Eucaristia: quel mistero ogni Eucaristia lo rende presente. Di questo mistero vive la Chiesa. Anzi "dal mistero pasquale - ricorda il Papa - nasce la Chiesa. Proprio per questo l'Eucaristia, che del mistero pasquale è il sacramento per eccellenza, si pone al centro della vita ecclesiale".
Essa è mistero della fede. Della morte e risurrezione di Cristo Gesù, la Chiesa non conservasolo il ricordo, ma vi partecipa ogni volta che celebra l'Eucaristia. Mangiando questo Pane, si anticipa nella storia un riflesso della realtà futura: a ciò corrisponde da parte del credente un'assunzione concreta di responsabilità: l'impegno per la pace, la giustizia, una più equa distribuzione dei beni. L'Eucaristia edifica la Chiesa. I battezzati, come tutti gli uomini, sperimentano il peso delle divisioni e dell'indifferenza verso la sorte degli altri, dei poveri innanzitutto. L'Eucaristia unisce i credenti, li trasforma in comunità. E' da questa mensa che nasce e si rinnova la forza della missione.
L'apostolicità dell'Eucaristia. L'Eucarestia rimane il centro e il vertice di ogni comunità parrocchiale. L'enciclica lo ribadisce, mettendo in guardia da possibili ambiguità "ecumeniche" e dal pensare che la celebrazione eucaristica possa essere sostituita da altre celebrazioni. Il prete, poi, trova nell'Eucaristia l'equilibrio per non disperdersi nelle diverse attività pastorali.
L'Eucaristia e la comunione ecclesiale. L'Eucarestia, quale sacramento dell'unità della Chiesa, richiede un contesto di riconciliazione e di comunione fraterna, a partire dal rapporto con il proprio vescovo e, quindi, con il Papa. Resta compito di ciascuno custodire e promuovere questa comunione ecclesiale, sostenendo anche il dinamismo ecumenico, nella speranza digiungere un giorno a celebrare insieme l'unica Eucaristia. Il Papa, sottolineando "la comunione, che è propria dell'Eucarestia", non tralascia "l'importanza della messa domenicale": "per i fedeli partecipare alla messa è un obbligo, a meno che non abbiano un impedimento grave, sicchè ai Pastori s'impone il corrispettivo dovere di offrire a tutti la possibilità di soddisfare il precetto" domenicale.
Il decoro della celebrazione. La Chiesa è consapevole che, nella semplicità dei segni, passa "l'abisso della santità di Dio". Ecco la necessità di accostarsi al convito eucaristico con autentica umiltà e con la fedeltà alle forme liturgiche e al decoro dell'ambiente in cui viene celebrato. L'enciclica mira anche a togliere "ambiguità e diminuzioni" attorno all'Eucaristia: l'abbandono dell'adorazione eucaristica, la dimenticanza del suo valore sacrificale riducendola ad una mensa fraterna. Alla scuola di Maria. La Vergine, con l'offerta del suo grembo, è modello della Chiesa e di ogni credente. Lei è il primo tabernacolo.Nell'Eucarestia la Chiesa fa suala spiritualità del 'Magnificat'.Il Papa confida di aver scritto questalettera spinto dal desiderio diridestare nella comunità - e amaggior ragione nei sacerdoti - lostupore di fronte al mistero eucaristico,provocando a rifare l'esperienzadei discepoli di Emmaus,che "lo riconobbero" (Lc 24,31)proprio allo spezzare del pane. | |