| Da otto anni, ritorno periodicamente in Albania nei villaggi di Troshan, Balldren, Fishta, sulla rotta per Scutari, dove dal 15 luglio 1994 sono presenti le Suore della Sacra Famiglia di Castelletto sul Garda: suor Clelia Lovato da Saonara e suor Roselma Sartore da Marano Vicentino. Dieci viaggi per portare aiuti umanitari, due dei quali andati a vuoto: uno perché a Pescara, abbiamo fuso il motore del vecchio ma glorioso Ducato Fiat, e l'altro, perché al porto di Durazzo, non siamo riusciti a sdoganare la merce raccolta nel grande offertorio dell'Epifania di Marano Vicentino. Ma ormai si è gettato un "ponte ideale" con quelle piccole, povere e sperdute comunità sui monti. L'impegno continua con la Parrocchia di Noventa Vic.na ed ora diventa abbastanza facile raggiungerle, perché siamo conosciuti dalla Caritas di Tirana, dai doganieri del posto e perché la strada per Lezhe, è completamente nuova, asfaltata.
L'Albania, il paese delle Aquile, come viene chiamata dai suoi tre milioni di abitanti, ricca di montagne e di corsi d'acqua, è povera invece di terre fertili; l'agricoltura è arretrata, le industrie presenti soltanto nelle periferie delle città, e la rete stradale, per la maggior parte del territorio, è pessima. I cinque secoli di dominio turco prima, veramente spietato, e i cinquant'anni di dittatura comunista,che portò poi l'Albania, all'isolamento più completo dal resto del mondo, pesano ancora oggi in maniera fortissima sulla gente, sui costumi, sul modo di costruire la vita. Anche i luoghi di aggregazione, d'incontro e di divertimento, sui monti e sulle montagne, sono pressochè inesistenti. Molte volte, anche durante la nostra permanenza, l'energia elettrica viene tolta sul far della sera, fino allo spuntar della luce del giorno seguente. Ma, alcuni segni di speranza ci sono e si v e d o n o : nuove strade, nuovi edifici, piccole iniziative private, l'apertura di negozi con vetrine in città e di piccole rivendite nei villaggi, un po' di segnaletica stradale e qualche insegna pubblicitaria. La chiesa, risorta dopo la furiosa persecuzione di E.Hoxha, è ben presente in Albania, soprattutto verso il nord dove, oltre all'evangelizzazione, sta compiendo un'opera lodevole di promozione umana e culturale, con scuole,asili, corsi di formazione professionale, dispensari ecc. E' in questo contesto che la comunità cristiana di Noventa Vic.na ha scelto con l'aiuto delle suore e dei Capi villaggio, una decina di microrealizzazioni, per aiutare altrettante famiglie, spesso numerose, costrette a vivere in capanne di legno, o in piccoli tuguri, con i pavimenti in terra battuta e con il naylon sulle finestre al posto dei vetri. Le dieci famiglie hanno chiamato muratori e manovali locali, dando così lavoro e stipendio ad altre famiglie. L'acquisto di forati, blocchi di cemento, preparati ancora manualmente, l'approvvigionamento della sabbia dal letto dei fiumi, ed altro, ha fatto girare altre ruote, creando una piccola rete di collaborazioni e di solidarietà. Abbiamo fatto questa scelta, anziché quella di trasportare dall'Italia dei prefabbricati, imboccando certamente una strada più lunga e più rischiosa, perché più giusta e preziosa, perché la famiglia viene responsabilizzata e gli edifici nuovi che sorgono sono in armonia con gli altri. Oltre quaranta milioni delle vecchie lire, raccolti dal "presepio viaggiante", dai ragazzi del catechismo, da iniziative di gruppi e Associazioni e da offerte individuali e famigliari, per aiutare una decina di famiglie a costruirsi due stanze, sono già stati messi a punto. Possono già godere di una casa semplice e decorosa Pal Ndreu con la moglie e quattro figli; Franja mamma di cinque figli; Puka che sta sulla strada verso il Kosovo. Gezim Pjetri con la moglie e figli; Kora (75 anni) e Farie (72). Il nostro pellegrinaggio continua finchè c'è qualcosa dentro la borsa della carità. Nel ritorno c'è sempre qualche sorpresa come quella volta che ci fu caricata sul furgone una pecora viva come riconoscenza. Garzaro don Giuseppe | |