A ciascuno di noi è accaduto, qualche volta, di ritrovarsi davanti ad un abisso: uno squarcio di dubbio nelle nostre vite altrimenti, così spesso, tanto tranquille ed ordinate. Perché? Nessuno lo sa. Che fare? La risposta è diversa per ognuno. Noi, dei semplici ragazzi come molti altri, abbiamo scoperto di esserci rivolti alla stessa persona: Lui! Le nostre storie sono molto diverse: chi già lavora, chi studia, chi si dedica ai suoi fratelli; tutti, comunque, in cerca di quale sia il nostro posto nel sogno di Dio. Altrettanto diverse sono state anche le vie che ci hanno condotti qui, a vivere la "Settimana di convivenza vocazionale al Mandorlo": per chi già frequentava il seminario è stata quasi una dolce imposizione accolta con gioia, per qualcuno è stato una virgola di serenità nella vita di tutti i giorni, altri l'hanno attesa con trepidazione ed altri ancora, com'è giusto, non si aspettavano poi molto da un tempo così breve. Eppure qualcosa ci ha dato, e con quali sorprese! Eravamo venuti con tante domande, e ce ne siamo andati con molte di più! D'altro canto, abbiamo capito che una buona domanda è decisamente più utile di tante comode risposte. È uno sprone ad iniziare un cammino nuovo e ricco di attese, di speranze, di slanci come pure di incertezze, di dubbi e di inquietudini. Ben lo sanno anche i diaconi che si accingono al sacerdozio, che noi ringraziamo per essersi volutisvelare nella loro umana fragilità e forza nella fede, a noi giovani in cammino. Ed è un cammino affatto solitario, questo che ci è stato proposto, un procedere insieme verso una meta sconosciuta. Quale sorpresa è stato lo scoprirsi così vicini in tanto poco tempo! È bastata una sola serata per cominciare a vivere l'amicizia e la familiarità vera di un gruppo di fratelli. Perché è questa una delle cose che abbiamo capito: tutto quello che non si condivide va perduto!
Gianluca Padovan | |