| Dal Vicenza all'Atalanta passando per il Genoa. Quella di Andrea Mandorlini è stata un'uscita di scena in tre mosse, tutte a sorpresa: prima la decisione di lasciare il Vicenza dopo una riconferma coralmente annunciata, poi la scelta di tornare in C per rispondere alla chiamata di Preziosi e infine il nuovo colpo di scena con l'addio al Genoa e la firma sul contratto propostogli da Ruggeri. Il tutto con una disinvoltura disarmante e senza suscitare eccessive reazioni critiche da parte della stampa. In realtà Mandorlini ha agito da personaggio perfettamente allineato con il trend del calcio attuale, fatto di ciniche, rapide decisioni e infittito di strette di mano quasi mai onorate. Prevalgono sempre e comunque le ragioni dettate dall'interesse ed è persino comprendibile che in questo contesto Mandorlini abbia pensato soprattutto al proprio, di interesse. | |
| Come dargli torto, del resto ? La messa in vendita del Vicenza lo ha autorizzato, prima di ogni altra considerazione, a interrogarsi sulle garanzie che la società potrebbe offrirgli. Il rischio è francamente eccessivo e in ogni caso il gioco non varrebbe la candela, soprattutto in presenza di offerte sicuramente allettanti. Molto più discutibile, se mai, il fatto che Mandorlini abbia trattato a lungo con il Genoa, fino alla stretta di mano con Preziosi, prima di scegliere l'Atalanta. Ma tant'è: nel calcio di oggi lo spazio da riservare allo stile è sempre più limitato. Filosofie calcistiche a confronto, intanto, mentre si anima il toto-panchina. Beppe Iachini, allenatore del Cesena nella stagione da poco conclusa, ha avanzato la propria candidatura rafforzandola dopo un incontro all'Hotel Boscolo con i rappresentanti della società biancorossa. Accanto a lui Ezio Glerean, Bepi Pillon, Gianfranco Bellotto (il Gotha degli allenatori veneti), Beppe Galderisi e.Mimmo Di Carlo. Quest'ultimo merita ampia considerazione non soltanto per via del proprio passato in società ma anche e soprattutto per lo splendido campionato disputato dai suoi Primavera. Le scelte della società, per i problemi ben noti, sono al momento difficili da intuire. Giusto tuttavia che a Di Carlo, già sotto contratto con il Vicenza insieme con Viviani, peraltro, venga concessa la pole position, e non soltanto in virtù della politica di austerithy che la società sarà costretta bene a male ad attuare. |