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Iachini e Viviani
di Adalberto Scemma
Il calciomercato in atto impone una situazione di stand-by a qualsiasi trattativa di acquisto eventualmente allacciata con la Enic. Prima di tutto perché il Vicenza, come ha precisato Sagramola, ha un bilancio pesantemente in rosso da ripianare e deve muoversi proprio in questa ottica per consegnare alla finanziaria inglese conti un po´ più accettabili (e un po´ più appetibili per gli eventuali acquirenti); in secondo luogo perché nessuno può pensare seriamente di offrire una qualsiasi cifra senza prima conoscere l´entità degli ingaggi che si troverà a dover onorare.
Rinaldo Sagramola, Dg del Vicenza

E´ questo infatti il primo autentico problema che la nuova proprietà si troverà ad affrontare, un problema non da poco se si pensa che proprio i giocatori di maggiore spessore tecnico (i Margiotta e i Marcolini, per non parlare di Stefan Schwoch) sono al tempo stesso i più difficili da collocare per via degli impegni onerosi, e a lungo termine, sottoscritti con il Vicenza. Ne fa fede la difficile trattativa in atto con il Piacenza, che vorrebbe fortissimamente Margiotta ma che si blocca già nella fase di approccio, come conferma il diesse Totò De Vitis, nell´impossibilità di far fronte a un ingaggio ben al di fuori dei canoni stabiliti da Garilli.

In attesa di verificare ciò che il Vicenza riuscirà ad ottenere in termini monetari dal calciomercato, cerchiamo di capire invece ciò che la società biancorossa potrà costruire dal punto di vista tecnico dopo aver pagato pesante pedaggio alle scelte errate delle passate stagioni. Ci avviamo infatti verso un cambio radicale di prospettive se è vero che il Vicenza sarà costretto a operare scelte meno ambiziose e che dovrà comunque strutturarle nell´ottica di un ridimensionamento generale.

La Primavera di Viviani, per esempio, ripartirà praticamente da zero e il modello ricalcherà in sedicesimo ciò che è auspicabile venga proposto anche dalla prima squadra. Verranno ceduti infatti (in prestito o definitivamente) i pezzi pregiati, alcuni dei quali già destinati a seguire Di Carlo nel corso dell´avventura mantovana, e verrà dato spazio alle new-entries, alcune delle quali provenienti dalla formazione allievi. Significa in buona sostanza che Viviani avrà la possibilità di costruire ex-novo la squadra applicando metodologie autonome e mettendo a frutto le tante indicazioni annotate nel corso di questa sua stagione sabbatica trascorsa tra stage di aggiornamento e frequenza del corso di Coverciano.

Una scelta di questo tipo verrà delegata in linea di principio anche a Beppe Iachini, che attende in buon ordine di conoscere l´esito del calciomerciato prima di esprimere qualsiasi giudizio sulle potenzialità del nuovo Vicenza. Proprio gli assist di Viviani, tuttavia, potrebbero e dovrebbero essere tenuti nella debita considerazione, a cominciare da quello riferito alla fase difensiva, punctum dolens della squadra biancorossa nei due ultimi campionati. Un aspetto questo non recepito in alcun modo da Mandorlini, troppo interessato alla fase offensiva per mettere mano a una retroguardia penalizzata vistosamente dalla mancanza di un marcatore centrale che non avesse unicamente attitudini da libero.

Fabio Viviani, sotto questo profilo, ha individuato con la solita lucidità e la solita franchezza il nocciolo della questione. L´errore principale di Mandorlini, al di là della mancanza di dialogo e di un atteggiamento eccessivamente autarchico, è stato probabilmente quello di aver accettato in eredità una squadra priva delle connotazioni adatte al gioco che intendeva sviluppare e di averla poi modellata forzando sia le caratteristiche tecniche dei singoli che la loro disponibilità sul piano mentale. Un errore in cui Iachini non dovrà in alcun modo cadere, nella speranza che la società gli conceda il tempo di lavorare in profondità (cosa che non era accaduta con Fascetti) e che si attivi di conseguenza una progettualità non banale. Quanto alle cordate che ronzano in maniera più o meno credibile attorno al pacchetto azionario della Enic, l´importante è che lo staff tecnico della società proceda in piena autonomia senza lasciarsi fuorviare da voci destinate a infittirsi da qui all´inizio della nuova stagione. La strada, anche nel calcio, si fa sempre e comunque camminando: la politica dei grandi progetti non potrà prescindere da quella dei piccoli passi.


03/07/2003

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