| E' stato presentato alcuni giorni orsono a Vicenza un Progetto Pilota Sperimentale, finanziato dalla Regione Veneto e affidato all'Ulss n. 6 di Vicenza, per la creazione di percorsi di integrazione di donne straniere immigrate con figli in età prescolare: alla presentazione erano presenti l'assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, l'assessore provinciale Alessandro Testolin ed il direttore dei servizi sociali dell'Ulss vicentina, Sante Bressan. | |
| "Con questo Progetto pilota - ha detto l'Assessore Zanon - abbiamo posto la nostra attenzione, oltre che alla donna, anche a quelli che sono o saranno i nuovi veneti, cioè i figli delle donne straniere che vivranno qui, che saranno veneti a tutti gli effetti e per i quali dobbiamo costruire una società capace di integrarli anche garantendo la differente identità originaria. E' un percorso molto difficile, unico in Italia, per creare i servizi necessari a garantire questo salto culturale, indispensabile per governare il complesso fenomeno immigratorio che stiamo vivendo". "Degli stranieri residenti nel Veneto alla fine del 2000 - ha aggiunto l'assessore regionale - oltre il 42 per cento è costituito da donne, mentre i minori sono oltre 25.000, il Veneto è la terza regione italiana per presenza di minori stranieri e Vicenza in particolare, assieme a Verona, è tra le prime province italiane per numero di immigrati presenti: su oltre 60.000 pratiche di regolarizzazione ai sensi della legge Bossi-Fini, quasi 25.000 riguardano colf e badanti". Per fronteggiare questi nuovi problemi, la Regione ha attivato strumenti di concertazione tra soggetti pubblici e privati (il Tavolo Unico regionale sull'immigrazione), avviando collaborazioni operative con le ATER (progetti per il reperimento e la realizzazione di alloggi temporanei), con le Ulss (progetti di sostegno all'inserimento dei minori, delle donne e dei nuclei familiari), e con le associazioni datoriali(percorsi strutturati di accompagnamento dell'immigrazione dai Paesi di origine ai luoghi di accoglienza e promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro). "Dobbiamo far capire - ha concluso Zanon - che c'è un'immigrazione necessaria alla nostra economia, che deve essere sempre più regolare, che deve sapersi integrare, che non deve essere di ostacolo ai processi di sviluppo e con la quale si può convivere se vi è questo rispetto reciproco dell'identità e delle regole che vanno rispettate nel nostro paese; regole che noi dobbiamo spiegare agli immigrati anche insegnando loro la nostra lingua, evitando inutili e sciocchi allarmismi. Vogliamo, in sostanza, governare i flussi migratori per costruire un Veneto basato sulla civile convivenza e sul rispetto delle nostre tradizioni e della nostra identità". |