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CHIESA VIVA on line 07/08/2003
ESTATE: TEMPO DI VACANZA E DI LAVORO
Editoriale

Siamo ormai in estate che per molti è tempo di ferie, di viaggi, di soggiorni marini e montani. Non per tutti è così: pensiamo a chi non ha i mezzi per concedersi un po' di vacanza, ai molti malati, a chi deve continuare nel lavoro, a chi è anziano e solo. Chi può godere un tempo di riposo ringrazi il Signore, ma non dimentichi tanti fratelli in altre difficoltà. Ed è bene riflettere: a cosa deve servire il tempo delle ferie? Certamente per ritemprare le forze fisiche, per stare insieme con familiari e amici, per conoscere e incontrare persone, per istruirsi visitando luoghi di cultura come i musei o per leggere qualche buon libro. Vorrei aggiungere un motivo particolare:
per gustare e apprezzare le bellezze della natura e per crescere nella sensibilità e nell'impegno per la loro preservazione.
Oggi si parla molto di problema ecologico. E' un impegno che dobbiamo sentire tutti nelle piccole cose e in quelle più grandi. Il mondo che ci circonda è incostante evoluzione sotto gli influssi di processi legati a forze naturali: inondazioni, incendi, tornado, eruzioni vulcaniche., ma anche gli uomini, a causa della mancanza di una cultura ecologica, hanno svolto un ruolo non indifferente nel deturpare l'aspetto dei paesaggi e nel modificare l'ecosistema della terra. Negli ultimi decenni, l'inquinamento, lo sfruttamento, l'incuria, la poca attenzione all'ambiente hanno alterato il creato.
Abituati a disporre di ogni genere di beni prodotti artificialmente, si tende a sottovalutare la natura e ad attribuire alla scienza, alla tecnica, all'informatica risultati illimitati, dimenticando che queste scienze non creano le risorse necessarie per la vita dell'uomo, ma le trasformano e le utilizzano. Il terreno, le piante, l'aria, l'acqua e gli animali rimarranno sempre risorse indispensabili anche per l'umanità del Terzo Millennio. Si pensi al problema tragico dell'acqua in alcuni Paesi del mondo ma anche in alcune nostre Regioni. Come cristiani, siamo chiamati a riscoprire il senso del creato e della missione di salvaguardia della creazione data da Dio all'uomo. Il Papa in occasione del Vertice Mondiale di Johannesburg ricordava: "Dio ha affidato agli uomini il compito di portare a termine la creazione". Il dovere di custodire il creato e l'esigenza di trasformarlo rendono l'uomo "concreatore" con Dio nel realizzare il Suo sogno sull'umanità e sul creato. Ogni forma di sensibilizzazione alla responsabilità verso il creato, però, risulterà vana se non sarà accompagnata dall'educazione alla sobrietà e alla solidarietà e dall'impegno di ritornare alla cultura della Genesi, cioè al rispetto dell'essere e della vita. Pierre Teilhard de Chardin, gesuita teologo, geologo e paleontologo, scriveva: "Ogni cosa è sacra, ma non nel senso che non possa essere toccata e cambiata, ma in un senso più profondo: noi dovremmo vedere ogni cosa come dono di Dio, un segno della creazione ancora in atto, una chiamata alla cooperazione originale e responsabile alla creazione che continua".
La natura è bel altro che un semplice soggetto di studio o di sfruttamento. Essa ci è stata affidata dal Creatore e il suo prosperare o il suo languire è anche il nostro, per questo è importante rispettarla. Rispettiamo allora le piante, l'erba dei prati, la natura dei sottoboschi, la pulizia del mare, contempliamo la bellezza dei fiori, amiamo l'ordine nelle cose, osserviamo le disposizioni per il rispetto della natura (non carte, non fuochi, non calpestii inutili), gustiamo il bello che ogni giorno Dio ci offre nel sole, nelle piante, nei fiori. Saremo anche più contenti e sereni.

V. Grolla


07/07/2003

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