| Dopo tre mesi di vacanza in Italia, sono tornato alla mia missione nel nord Uganda dove lavoro da 40 anni in una situazione di pericolo e incertezze. Un giorno un mio confratello venne a trovarmi nella mia missione di Iceme. Mi disse: "Vieni con me a Lira (50 km distante) facciamo un po' di spese e torniamo in giornata". Comperò anche 2 etti di burro, una rarità per quei posti, "questa sera, disse, ci godremo una bella frittata di uova". Senza pensarci mise il pacchetto di burro nel cruscotto dell'auto e ritornammo felici raccontandoci le nostre avventure; giunti alla missione presi il pacchetto, ma era rimasta solo la carta perché il caldo del motore unito a quello della stagione ha sciolto tutto il burro. Addio deliziosa cenetta! Ma il peggio venne dopo, quando si è trattato di rinnovare il bollo dell'auto: il burro sciolto ha reso illeggibili tutti i documenti, per cui fu una vera penitenza doverli rifare negli uffici governativi, burocratici peggio dell'Italia. Ma di "marachelle" ne ho anche subite. Otto mesi fa i ribelli e briganti hanno saccheggiato e devastato la mia missione. I nostri mezzi di trasporto, le officine e la stamperia ove stampiamo il bollettino mariano del nostro Santuario andarono in fiamme. Ma noi, mai paura e sempre avanti per il Regno di Dio! Ultimamente i miei Superiori mi hanno affidato il compito impegnativo di coltivare e formare le numerose vocazioni missionarie che sorgono tra la nostra gioventù ugandese, povera di mezzi ma ricca di fede e generosità. Quello che chiedo a tutti è di intensificare la preghiera perché l'Italia riprenda a dare buone vocazioni come in passato. Fr. Rinaldo Pendin | |