| Un Vescovo in una Diocesi ha molti settori cui attendere: il Seminario, i preti, le parrocchie, la catechesi, la carità, ecc. Le sue giornate sono piene, le preoccupazioni non mancano accompagnate da soddisfazioni, ma anche spesso da amarezza. Non è certo fuori posto riconoscere che mons. Nonis ha saputo dare, nei suoi più di quindici anni di servizio episcopale in Diocesi di Vicenza una particolare attenzione al settore missionario. Quando è giunto a Vicenza dall'Università di Padova aveva una visione forse un po' generica e tradizionale della missionarietà. Subito ha affrontato l'impatto con una tradizione diocesana in fermento e con l'esperienza dei sacerdoti "fidei donum" e si è lasciato travolgere. Gli è servito molto anche essere stato chiamato per alcuni anni a far parte della Commissione Episcopale della Cei per l'evangelizzazione e la Cooperazione tra le Chiese che ha emanato in quegli anni alcuni importanti direttive sull'impegno missionario e certamente ha assorbito tutto lo stimolo della Redemptoris missio di Giovanni Paolo II. Sintetizzare quanto mons. Nonis ha fatto e favorito in campo missionario in Diocesi non è facile. Si può fare un rapido accenno alle cose principali. Sono entrate fortemente nella tradizione della nostra Chiesa vicentina le Veglie Missionarie d'inizio ottobre con l'invio di preti diocesani, religiosi, laici, famiglie in missione a nome della Chiesa vicentina. Ha sempre dato accoglienza ai missionari e alle missionarie quando rientravano per vacanza o altro, interessandosi della loro esperienza, della cultura del luogo e mettendo nelle loro mani sempre un largo segno di carità tangibile. A proposito di carità ha sempre sostenuto l'iniziativa quaresimale "Un pane per amor di Dio" ridistribuendo poi tutto quanto raccolto, avendo presenti tutte le necessità e le domande, a differenza di quanto avveniva in qualche altra diocesi. Una volta compreso il valore del servizio dei preti "fidei donum" non ha avuto paura di allargarne l'esperienza. Alla sua venuta a Vicenza i preti "fidei donum" erano diciannove o venti. Ha ampliato il loro numero fino a trentadue, aprendo presenze in Ecuador, in Thailandia e in Albania. Ricordo che un giorno al Vicario Generale di allora, che di fronte alla prospettiva di lasciar partire ancora due preti gli faceva notare che bisognava essere prudenti perché i preti cominciavano a scarseggiare anche da noi il Vescovo gli rispose: "Non si perde mai ad essere generosi con il Signore". Oggi si stanno ponendo difficoltà nuove tanto che il Consiglio presbiterale nella sua ultima riunione ha preso in esame la situazione dei nostri quattro preti che sono in Cameroun, ma con la prospettiva di non abbandonare quel fronte. Non si possono dimenticare poi i molti viaggi pastorali di mons. Nonis per far visita ai suoi preti in Brasile, Colombia, Ecuador, Cameroun, Thailandia a altri viaggi per visitare e sostenere la fatica di tanti religiosi e religiose in missione. Viaggi per conoscere, incoraggiare, per portare aiuti partendo da Vicenza magari con le valigie vuote per riempirle al ritorno di fossili, pietre dure, maschere, oggetti vari delle culture locali di cui mons. Nonis è sempre stato largo e competente raccoglitore. Oggetti che ora ha destinato in parte e in parte costituiranno una appendice al Museo diocesano di prossima apertura. V.G. | |