| Nel febbraio scorso una delegazione della Chiesa italiana, guidata dal Vescovo mons. Gervasio Gestori, della Commissione Cei per l'evangelizzazione, cui ha partecipato anche il nostro don Giandomenico Tamiozzo ha incontrato in Thailandia tutti i missionari e le missionarie di origine italiana che operano nella penisola indocinese. Erano presenti 75 missionari/e provenienti da Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam (non dimentichiamo che in Thailandia è presente il nostro don Pietro Melotto, sacerdote diocesano fidei donum). Sono stati, ha riferito chi ha partecipato. "Tre giorni vissuti nella preghiera, nell'ascolto di quanto lo Spirito opera attraverso la testimonianza e l'annuncio del Vangelo di queste "piccole" Chiese, con le quali la Chiesa italiana collabora nel ministero di evangelizzazione. Nel racconto semplice della presenza e delle attività dei membri degli istituti missionari, degli ordini e congregazioni religiose, dei preti Fidei Donum, dei laici/e è sembrato di rileggere le pagine moderne degli Atti degli Apostoli: l'annuncio della "via" nuova nell'areopago della cultura del luogo, la fantasia della carità verso le situazioni di estrema povertà e di sfruttamento (tribali, malati di Aids, minori, favelas), il cammino di maturazione delle giovani comunità cristiane sono i campi del loro impegno. E' risultata una pittura viva, che ci proibisce una certa visione riduttiva e pessimistica della Chiesa, cui qualche volta ci abbandoniamo, e proclama che la Chiesa italiana è viva perché impegnata fortemente a portare il Vangelo di liberazione in tutto il mondo". Un messaggio Al termine dell'incontro i partecipanti hanno emesso un comunicato di cui riportiamo qualche passaggio: "Siamo grati alla Chiesa italiana per aver preso l'iniziativa di riunirci, rendendoci più coscienti di essere espressione anche delle comunità ecclesiali che ci hanno inviato e chiedendoci di divenire ponte di comunione tra realtà ecclesiali distanti. Si potrà così realizzare una vera cooperazione e comunione tra Chiese per la missione universale". "La nostra presenza in queste Chiese, se da una parte permette loro di conoscere e attingere dall'esperienza originale della comunità cristiana che ci ha inviati, dall'altra stimola la Chiesa particolare dalla quale siamo partiti alla cooperazione missionaria, riscoprendo fondamentali valori evangelici. Per realizzare tutto questo con pienezza e continuità, poiché la Chiesa opera con una pluralità di soggetti, è necessario creare e tenere aperte vie di informazione e comunicazione attraverso parrocchie, diocesi, Istituti e gli stessi Uffici nazionali preposti al coordinamento dell'animazione e dell'attività missionaria". "Sapere che due Chiese locali si incontrano sul cammino dell'evangelizzazione, significa realizzare quella osmosi di carità apostolica che rende più vitali le rispettive comunità. La nostra attività missionaria diventerà così sempre più ecclesiale e, più che fatto personale o d'Istituto, si realizzerà più coerentemente come Missio Dei". | |