| Vicenza, maggio 2003, Terze Seminariadi. Partecipano le Medie, i Bienni ed i Trienni dei Seminari di Vittorio Veneto, Treviso, Padova, Verona e Vicenza che ospita. Per le gare di atletica, 9-12.30, al Campo Federale. Si salta in alto. Lanciano il peso, le medie il vortex. Si balza in lungo. Pallacanestro ed altro. Poi la corsa veloce, gli 80 o i 100 e le staffette. E si conclude con la resistenza. Si capisce che i Giochi son soprattutto un'occasione lieta, per ritrovarsi tra seminaristi, conoscersi e vedere che ci siamo e che duriamo. E rincuorarci nella serenità, in gare sotto gli occhi del Signore. Dà il benvenuto (180 ragazzi e 100 quelli delle superiori) il Rettore Magnifico e nostro Preside, Lodovico Furian. Un Padre Nostro e i molti a scatenarsi. Per qualche istante tenta lo speaker d'imboccarli a due pillole di sapienza sportiva. "L'atletica è lo sforzo per superar sé stesso e non di certo per controllare gli altri concorrenti e magari umiliarli". "Fondamentale poi l'educazione alla sconfitta. Un mancato successo frena gli eccessi, apre al divertimento e alla fantasia ecc. ecc.". Chissà che un poco succhino! Del resto è quello che di continuo cercano i loro Valorosi Insegnanti, un tempo di ginnastica, ora di educazione fisica o di scienze motorie, a preferenza. Eccoli al Salto in Alto! Qualcuno sembra un angelo, che quasi annulla la gravità. Ed un altro, là su, mi pare che sorrida, forse alle nubi che gli fanno il solletico. Un terzo si proietta così in alto, che potrebbe, magari, non scender più. Mi sembra che, in excelsis, lo animi qualcosa di religioso. Ed infatti don Diego, padre spirituale, un po' s'incanta. Il Salto in Lungo è un'altra meraviglia. Il piede sfiora appena la pedana, si libera nel volo. E seguiamo l'atleta lievitante, adagio adagio, giù, fino a baciar la sabbia. Scioltezza, leggerezza, elevazione. In qualche concorrente c'è dell'estro. Se qualcuno si sbuccia, don Lino è pronto con cerotti e bende che fanno un belvedere. Dicevamo del Vortex che si lancia. La tecnica è la stessa del giavellotto. E l'attrezzo somiglia a una carota. E' di gomma e qualcuno te lo lancia oltre i 50 metri. La gara più affollata. Direi gratificante, visto che qualche metro lo tira anche il più magro. E, in sé, ciascun atleta è incatalogabile, fuori misura. Ma di certo la sfida più godibile sta nelle Corse. E prime le veloci. Uno pare inceppato. Un altro corre eretto, quasi già si sentisse vincitore. Ma la marcia di un terzo è irresistibile. Potenza o agilità, scorrevolezza o altro. Ce n'è per tutti i gusti. E in ciascuno una vena di bellezza. Son però le staffette a scatenare i nostri spettatori. Lungo giro di pista, che sembra non finire. Non sai se durerà di più il fiato di chi corre o le grida entusiaste oppur deluse di chi può solamente stare a guardare, magari su stampelle, come Giampaolo, il nostro animatore, il Don appena reduce da un'artroscopia. Si torna in Seminario a consumare al sacco. Le Mamme nostre sono uno sciame d'api, presenti ovunque occorre. Hanno portato dolci fatti in casa, che basterebbero anche ai seminaristi lombardi e piemontesi. Trapassa pure il Vescovo a salutare i Preti, a incoraggiarli per questi tempi duri. Il pomeriggio è dedicato al Calcio. Arbitri volontari molti papà dei Nostri. E rischiano, perché i seminaristi a volte sono, un pochettino, isterici. E qualcuno approfitta del microfono, per dire su a i fischietti e criticare pure l'allenatore. Tornei all'italiana su sei campi ed ogni squadra gioca tre partite. E vediamo in difesa dei piccoli bisonti. Un portiere stralongo. Attaccanti scavati, ma che da parte loro picconano terzini. E qualche strepitosa botta al volo. Anche un 11 a 1: Vicenza batte Padova (2° media). Don Giampaolo 2° in vano raccomanda di non stravincere. C'è del tifo, composto. Anche si applaude, ma senza idolatrie. E si conclude con la Resistenza. Non una maratona; siamo lì sul Km; però l'idea è la stessa. E difatti vediamo qualcuno che vorrebbe, già al primo giro, buttarsi giù, sentire l'erba fresca e respirare a braccia spalancate. Ma resistono tutti e arrivano al traguardo. Nessuno porta uno scritto che annunci qualche vittoria in guerra. Tutti però ben sanno che cosa è Maratona. Conoscono la storia, almeno un poco. E, perché no, pure la geografia. Anche questo ci occorre per imparare a vivere, don Carlo sottolinea. Le Premiazioni infine. Medaglie su medaglie. Chi la soppesa, credendo che sia d'oro. E chi la morde per saggiare un'ipotesi d'argento. Qualcuno si accontenta del pesare del bronzo. Scorati ed accigliati quelli di 3° Media: hanno perduto la Coppa a Calcio. Ma per mera sfortuna. E, poi, tra gli avversari c'erano certi armadi di ripetenti, magari apposta. Mi apparto con un paio che non riescono a trangugiar le lagrime. Però concludo in allegria con quelli di 1° Media. Sembrano tutti biondi, tanti son gli ori che ci hanno conquistati. All'anno prossimo, Quarte Seminariadi, in quello di Treviso: Evviva i Seminari! Giovanni Costantini | |