| Caetano Veloso, uno dei nomi più importanti della musica brasiliana e internazionale, voce autorevole della cultura del proprio paese, smette per un po' i panni del musicista e indossa quelli dello scrittore, raccontando in Verità Tropicale la bossa nova, il Tropicalismo, l'amicizia con Gilberto Gil, l'esilio londinese, il suo complesso apprendistato artistico. Bahiano nel cuore e nell'animo, Veloso dipinge un affresco partecipato del suo Brasile, giovane e rivoluzionario, e del suo tradizionale gusto per la vita, proprio come ognuno può sentire ascoltando le sue stesse canzoni. Autobiografia e storia del Brasile dagli anni sessanta a oggi, il libro di Veloso si muove su un doppio binario e ci racconta di sé (come uomo, come artista) e di uno dei momenti più significativi della storia culturale del suo paese che coincide con il movimento chiamato Tropicalismo, movimento rivoluzionario e libertario che, sotto la dittatura militare, ha sconvolto e diviso la musica popolare brasiliana, qualche anno dopo l'arrivo della bossa nova. | |
| Brasile è ritmo e sensualità, è grandezza e semplicità. E la stessa arte, tradotta in musica, può scaturire da una apparente casualità: "Io non ho scelto la musica - afferma Veloso - lei mi ha scelto. Avevo molto talento per le arti e una di loro mi ha scelto. Perché la musica? Perché sono brasiliano". "Era il 1959, abitavo a Santa Amarao, avevo 17 anni e un mio amico mi ha attirato al club sociale della città dicendomi: "Tu che ami le cose pazze, vieni a sentire il disco di un tizio, Joao Gilberto".
Caetano Veloso parte da se stesso, dall'infanzia e dall'adolescenza in una piccola città all'interno di Bahia, racconta della sua famiglia, della sua educazione sentimentale, del suo lungo viaggio da Santo Amaro a Salvador, da lì a Rio de Janeiro e a Sao Paulo, dal Brasile a Londra. Caetano vede Fellini, ascolta Joao Gilberto, si lega a Gilberto Gil e a Gal Costa. Accompagna, come un angelo custode, la sorella Maria Bethania mentre inizia, giovanissima, la sua carriera. Veloso attraversa le più diverse forme espressive: il rock'n'roll, le arti plastiche, il cinema, la poesia, la filosofia, l'estetica, i modernisti brasiliani con, al centro, Oswald de Andrade e la sua antropofagia; la televisione, la politica, la bossa nova e il suo grande maestro: Joao Gilberto.
Al di là della cronologia ricostruttiva, il libro è un gran bazar di memoria, di fatti, di nomi, di personaggi che entrano in campo, spariscono, ritornano. Caetano si espone, si mette a nudo, fragile, incoerente, trascinante. Parla di religione, di droghe, di sesso con tanta limpidezza onesto da destare commozione. E intanto lascia emergere l'immagine di un Brasile giovane, di un popolo giovane, di un desiderio quasi sensuale di novità che rispecchia perfettamente l'idea che oggi il mondo si sta facendo del Brasile di Lula. |