| Per la sezione dedicata ai classici del teatro riletti in chiave contemporanea, mercoledì 6 agosto alle ore 21.00 al Castello degli Ezzelini Essere e non, un originale spettacolo che cerca di stabilire una catena tra i tanti spettri che popolano i testi di Shakespeare. Un lavoro in cui l'intera opera del grande drammaturgo rivive attraverso una nuova inquietante prospettiva. Il tutto attraverso la forza evocativa della parola, che Roberto Latini è in grado di manipolare come solo i più grandi sanno fare. Un nuovo talento nel panorama teatrale contemporaneo italiano che non poteva essere ignorato dall' OPERA ESTATE FESTIVAL VENETO, la prestigiosa rassegna estiva promossa dalla Città di Bassano del Grappa. Lo spettacolo è una tappa fondamentale nel percorso di ricerca su Shakespeare iniziato da Roberto Latini nel 1995 con "Epifanie d'una Tempesta" e proseguito nel 2000 con "La Quiete Prima". "Essere e Non - gli spettri in Shakespeare" va a ribadire testardamente una drammaturgia possibile che possa legare Riccardo III, Giulio Cesare, Amleto, Macbeth. | |
| Uno spettacolo che si concentra sull'esserci piuttosto che sull'essere o sull'essere stato. La storia racconta di quattro tragedie legate da un filo di morti violente, legate da morti, da immagini vive di ombre vaganti che appaiono prima nel sogno, poi tornano a dire o spiegare o a farsi soltanto vedere dagli occhi. Quattro tragedie coi nomi di quelli che sanno e che fanno la storia. Il primo è il Riccardo che è terzo, poi Cesare, Amleto e Macbeth. La storia racconta di quattro tragedie legate da un filo che parla di ombre, dell'essere ed essere non. Dicotomia che governa e determina lo spettacolo, dal taglio drammaturgico all'impostazione registica fino all'estremizzazione possibile che riguarda lo spettatore. Il pubblico infatti viene indirizzato e diviso in due, e posto, tra palco e platea, uno di fronte all'altro, dopo aver scelto per sé la strada che determina il punto di vista, di percezione o di disponibilità all'incontro. Lo spettacolo avviene nel mezzo e, per l'apparato scenico che ne deriva, continuamente spiato nel suo rivelarsi o nel suo negarsi. A governare il tutto il talento di uno degli interpreti più interessanti della scena teatrale contemporanea, un attore-autore capace di giocare con la parola, manipolandola con talento e trasporto assoluto, nel solco di una tradizione cara al teatro di ricerca italiano che ha avuto in Carmelo Bene il suo massimo esponente. In caso di pioggia lo spettacolo sarà trasferito alla Sala J. Da Ponte. Info Biglietteria di Operaestate Festival 0424/524214 Ufficio Organizzativo del Festival 0424/217815. |