| Le origini del tango si perdono in quell'intricato miscuglio di razze e culture che caratterizzava i sobborghi di Buenos Aires negli ultimi decenni del 1800, quando i numerosi emigranti; arrivati da ogni parte d'Europa, soprattutto dall'Italia, si mescolarono ai gruppi locali di gente povera ed emarginata. Soli e lontani dalla loro terra d'origine, si ritrovavano la notte a bere nei bar o cercavano sollievo nei bordelli locali. E' qui che nasce il tango, prima come danza esclusivamente maschile, sfida di destrezza che riproduce gli scontri consumati agli angoli delle strade e le lotte per il favore di una donna, poi, con l'arrivo delle prostitute, come danza di coppia dalle movenze esplicitamente erotiche, nell'incontro a volte quasi violento dei corpi dei danzatori. Il tango delle origini, il tango dei barrios e dei bordelli, guardato con disprezzo e rifiutato come ballo osceno dall'alta società di Buenos Aires, conquista Parigi nei primi decenni del nostro secolo. Negli anni venti, la danza "indecente" si diffonde, infatti, nei raffinati saloni della Belle Epoque, e si arricchisce di movenze più eleganti e stilizzate. Negli stessi anni, il peccaminoso ballo argentino si afferma anche a Hollywood, conquistando la giovanissima industria cinematografica, in un crescendo di consenso popolare che lo accompagna senza posa fino ai giorni nostri. In un panorama teatrale in cui molti eventi si rivelano delle mode effimere, destinate ad un successo molto breve, il Tango è al contrario divenuto in questi ultimi anni ben più di un fenomeno passeggero, affermandosi come una delle massime espressioni di quello spirito sensuale e seduttivo che accomuna tutti i popoli latini. Ma c'è tango e tango! Quello proposto da Anibal Pannunzio, e dalla sua compagna Maguy Danni, nello spettacolo Buenos Aires Tango ha sicuramente qualcosa in più. Sempre lo stesso titolo per una coreografia in costante, luminosa evoluzione, seppure incentrata su una rigorosa rappresentazione del grande momento dell'esplosione del tango di periferia, furibondo e assatanato, nei luoghi malfamati di una Buenos Aires di inizio '900. Una danza viscerale e sanguigna accompagnata da musiche dolci, languide, spesso amare. Pannunzio è un grande ballerino: elegante, preciso, incapace di volgarità anche nei tanghi più appassionati. All'acrobatismo estremo, via via che passano gli anni, ha sostituito la classe, la metafora, le suggestioni poetiche di una condizione umana sempre più difficile e tuttavia meravigliosamente viva. In caso di pioggia lo spettacolo verrà trasferito al PalaBassano. Info Biglietteria di Operafestival 0424/524214 - 0424/217815. |