| Presentati la scorsa primavera anche al Museo di Villa Croce a Genova, essi sono una sorta di attrezzi musicali geniali e incruenti che annullano la distanza tra orecchio e bocca, realizzati in tre misure (a muro, su piedistallo, a walkman) per legittimare la pratica di parlare con se stessi tramite oggetti operativi tipici del mondo occidentale che non siano sculture, ma dispositivi creati per un uso concreto e resi pubblici, così far divenire un performer colui che li utilizza e far riflettere sul concetto di comunicazione. L'operato e le azioni di Giovanni Morbin sono progetti complessi legati ai comportamenti impostati sul concetto di corpo allargato per ricordare, come proclama una sorta di marchio, l'anti-firma Superficie totale che egli applica alle sue produzioni, che il nostro fisico è infine il nostro unico strumento di conoscenza del mondo. Se, come afferma lo stesso artista, 'siamo un corpo unico con l'universo, parlare a se stessi equivale a parlare all'universo e parlare all'universo significa parlare a se stessi'. Il senso profondo degli Strumenti a perdifiato è allora quello di permettere di compiere deliberatamente un naturale atto di comunicazione e praticare una trasmissione simultanea, annullando la distanza tra parlare e udire, unendo la sensazione di sovrapporre la bocca all'orecchio e concedendo al fruitore di sentire la propria realtà espansa oltre il limite del corpo fisico. Essi sono strumenti, in quanto oggetti dotati di precisione e serietà, ma a perdifiato'poiché compiono uno sforzo di comunicazione su grandi distanze. Gli Strumenti a perdifiato sono presenti a Malo nella versione a muro e gli utenti potranno accedere alla sala Centro Comunicazioni per usufruire dell'installazione nel numero di tre alla volta. L'azione, che volge e predispone contemporaneamente all'ascolto e alla comunicazione, concederà loro di 'accostare liberamente la bocca, avvicinare l'orecchio e parlare all'Universo'. Giovanni Morbin nasce a Valdagno, Vicenza, il 9 agosto 1956. Vive e lavora a Cornedo Vicentino. Nel 1982 si diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia dopo aver seguito il corso di pittura nel laboratorio di Emilio Vedova. Dal 1978 la sua ricerca è legata ai comportamenti e la performance è il mezzo ideale per esprimere le sue idee. Parallelamente al lavoro comportamentale s'interessa alla costruzione d'oggetti funzionali all'azione quotidiana e conferisce loro il valore di strumenti. E' coautore e firmatario della dichiarazione poetica Etica Espressiva Universale (EEU), pubblicata sul Corriere della Sera l'8 maggio 1994 e nello stesso anno inventa lo Strumento a Perdifiato, attrezzo per comunicare a se stessi. Nel novembre del 1995 fonda Superficie Totale, contenitore del suo agire. A partire da quel momento le sue performances sono denominate Ibridazioni. Si tratta di azioni ibride caratterizzate di volta in volta da un partner variabile come una persona, un vegetale un edificio. Attualmente è attivo anche come ritrattista e nella progettazione d'interni nell'ambito del progetto "Non sto più nella pelle". |