| A Palazzo Barbaran Da Porto di Vicenza, sede del Cisa (Centro Studi Andrea Palladio), è aperta fino all'11 gennaio 2004 la prestigiosa mostra dedicata a Vincenzo Scamozzi (1548-1616), l'architetto che ha raccolto più di ogni altro nel vicentino e nel Veneto l'eredità del grande Andrea Palladio. Obiettivo della mostra è presentare l'opera e il pensiero di Vincenzo Scamozzi. In essa il pubblico può seguire, attraverso i suoi disegni originali di progetto, il progressivo trasformarsi delle prime idee sulla carta in progetti definitivi, ricostruendo il contesto politico e sociale dove operava, l'Europa di fine Cinquecento, incontrando lo stesso Scamozzi e i suoi committenti e amici, attraverso i ritratti che ne fecero grandi pittori. Quindi, grazie agli Itinerari scamozziani, visitare direttamente le opere costruite, sparse nelle città e campagne del Veneto. Infine, se interessato, approfondirne lo studio nel catalogo della mostra. |  | | Paolo Veronese, ritratto di Vincenzo Scamozzi |  | Il progetto Scamozzi infatti si articola in tre azioni: la prima riguarda ovviamente la stessa mostra in palazzo Barbaran da Porto, che presenta circa 200 opere provenienti dall'Italia, Svizzera, Austria, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti, comprendenti disegni autografi di Scamozzi, Palladio e Inigo Jones, dipinti rinascimentali da Lamberto Sustris a Paolo Veronese, busti di Alessandro Vittoria, libri, manoscritti, modelli lignei realizzati per l'occasione. | | La Villa Rocca Pisana a Lonigo | | La seconda riguarda gli Itinerari scamozziani, un percorso fra le venti principali opere di Vincenzo Scamozzi, tutte localizzate nel Veneto, più il Teatro di Sabbioneta. Un'agile guida ne presenta la storia, ne precisa il modo di raggiungerle, la localizzazione esatta e gli orari di apertura. Infine Il catalogo della mostra, una sistematica opera completa di Scamozzi, che illustra tutti i suoi edifici e i suoi scritti teorici, frutto di cinque anni di lavoro di un gruppo di quasi quaranta specialisti europei e statunitensi. Il percorso della mostra si snoda in un itinerario cronologico, che si intreccia con una lettura critica di aspetti peculiari dell'opera scamozziana. Sono riuniti per la prima volta tutti i cinquanta disegni conosciuti di Scamozzi , consentendo una verifica dell'autografia e dei diversi modi di disegno dell'architetto. Per favorire la lettura della poetica scamozziana anche da parte di un pubblico non specialista sono stati realizzati modelli lignei in scala degli edifici e gigantografie realizzate per l'occasione dal fotografo di architettura Václav Sedy. |  | Teatro Olimpico, le Sette vie di Tebe |  | La mostra si articola in 6 diverse sezioni. La prima è dedicata a Vincenzo Scamozzi: una vita fra Veneto e Europa: i momenti fondamentali nella vita dell'architetto: la formazione a fianco del padre Giandomenico, i suoi interessi e i suoi studi. La seconda a Gli anni vicentini: gli esordi di Vincenzo come architetto autonomo nella città di Vicenza, la terza a Scamozzi a Venezia: il suo successo presso l'élite veneziana che aveva sostenuto Palladio, la quarta a I Capolavori con alcune delle più significative realizzazioni scamozziane, la quinta al tema Dal Progetto al Trattato con il modo di progettare di Vincenzo Scamozzi, dai primi schizzi ai disegni che servono alla realizzazione degli edifici e infine l'ultima a L'Idea dell'Architettura Universale e la fortuna europea con l'accoglienza straordinaria riservatagli nei Paesi Bassi. La mostra è aperta tutti i giorni escluso il lunedi dalle 10 alle 18. | | La Rocca Pisana, Sala centrale | |