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Black Out a Vicenza
Fiorenzo Sbabo, presidente di Apindustria Vicenza, sul black out del 28 settembre 2003
A Vicenza non si segnalano particolari danni alle piccole e medie industrie dovuti al black out di domenica 28 settembre. "Per fortuna, la nostra buona stella ci assistiti - sottolinea Fiorenzo Sbabo, presidente di Apindustria Vicenza. Che prosegue: "Se un evento del genere fosse avvenuto in una giornata lavorativa, avrebbe avuto conseguenze disastrose. La vera causa del black out? E'il risultato, per certi versi inesorabile, dell'assenza, che dura da decenni, di una vera politica energetica a livello nazionale. Le responsabilità ricadono indistintamente su governi di destra e di sinistra, accomunati da una gestione irresponsabile e superficiale della questione, che ha fatto sì che l'Italia sia oggi il Paese europeo che dipende maggiormente dall'estero per la fornitura di elettricità. Il che lo rende assolutamente fragile ed esposto a guasti imprevisti, come ha dimostrato il black out di sabato notte. In assenza di forti correzioni, tra non molti anni, tutto il nostro sistema economico si troverà a dipendere per un 70-75% degli approvvigionamenti d'energia, da soli 5 Paesi extracomunitari, diventando, così, ancora più vulnerabile".
Fiorenzo Sbabo, presidente Apindustria

"La tanto sospirata liberalizzazione del mercato si è attuata, ad oggi, solo sulla carta e quel poco che si fatto in questa direzione è stato gestito in modo assolutamente non all'altezza della serietà che meritava tutto il processo. Le pmi non ne hanno beneficiato, se non in minima parte: certamente l'attività dei Consorzi e dei gruppi d'acquisto è utile, ma non può essere risolutiva. Contemporaneamente, si è verificato un indebolimento del sistema infrastrutturale, a causa della dismissione di diversi impianti e del ridimensionamento della manutenzione avvenuta in questi anni". "Per parte nostra, come Associazione, non più tardi del 15 settembre scorso, in occasione dell'inaugurazione di un innovativo impianto fotovoltaico realizzato da Imanpack, una nostra associata di Schio, grazie anche ad un contributo regionale, abbiamo esposto un articolato piano di intervento".

"Ci vuole un Piano Energetico Nazionale e Regionale, che contempli un uso razionale dell'energia, un contenimento dei consumi e dei costi energetici, la valorizzazione delle fonti rinnovabili, il corretto ed appropriato sostegno energetico al sistema-impresa, una maggiore indipendenza energetica a livello regionale, basata sulle vocazioni territoriali per meglio sfruttare risorse naturali quali vento, acqua, biomasse e sole, e che valorizzi il ruolo delle aziende municipalizzate e delle agenzie provinciali per l'energia".


29/09/2003

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