| In scaletta la Quarta e la Settima sinfonia di Beethoven che la compagine orchestrale proporrà alle direttive di Giancarlo De Lorenzo intervallando l'esecuzione a spiegazioni e commenti sulla struttura delle due opere. Eseguita per la prima volta nel marzo 1807, la Quarta segna un certo ritorno al clima settecentesco. L'introduzione lenta rende ancor più esplosivo lo sviluppo dell'Allegro vivace, il cui primo tema si distingue per una insistita percussività, presente nella ritmica espressa da archi, fiati e timpano anche nel successivo Adagio, giocato sul contrasto con la linea melodica esposta da violini e flauto. L'Allegro vivace è uno scherzo nel quale un tema binario viene inserito in un ritmo ternario, mentre l'Allegro ma non troppo finale è caratterizzato da uno spiccato umorismo. Energia ed estroversione caratterizzano la Settima Sinfonia in la magg. op. 92, nata tra l'autunno 1811 e il giugno 1812, contemporaneamente all'Ottava e alle musiche di scena per Le Rovine di Atene. Energia ed estroversione sono tuttavia qui tenute a bada da un raffinato equilibrio formale. Viene ad esaurirsi - con la Settima - l'ideale sinfonico delineato negli ultimi lavori di Mozart e Haydn, facendo intravedere una nuova dimensione compositiva che troverà compimento soprattutto nella Nona. Per l'ultima volta Beethoven impiega la vecchia formula haydniana dell'introduzione lenta all'Allegro iniziale; il Poco sostenuto introduttivo e il Vivace vengono uniti dalla ripetizione di una sola nota. L'Allegretto è una delle pagine sinfoniche più notevoli del compositore tedesco, caratterizzata da una doppia figurazione ritmica che fa da struttura portante di tutto il movimento, concluso con fugato in pianissimo degli archi giustapposto al finale ritorno del ritmo. L'ultimo movimento è uno scherzo di grande vitalità che sfocia in un Allegro con brio finale di travolgente forza. |