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Economia: Artigianato
L'analisi dell'Assoartigiani Vicentina registra una flessione in tutti i settori
Nel primo semestre di quest'anno, l'occupazione nelle imprese artigiane vicentine ha segnato un poco confortante -2,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E' quanto emerge dall' analisi dell'Assoartigiani provinciale, in collaborazione con BS Consulting, che ha coinvolto 3.065 imprese per un totale di 14.500 dipendenti. Una fase di ristagno che è in linea con l'andamento nazionale. E se l'economia in qualche settore dà timidi segnali di ripresa, non altrettanto dinamico appare il mercato del lavoro: segno che l'aumento della produzione, laddove si verifica, può per il momento essere fronteggiato con la manodopera esistente. A giocare un ruolo determinante in questo momento sono la netta separazione tra certi andamenti economici europei e quelli americani e le dinamiche monetarie che vedono ancora un euro sopravvalutato mettere in difficoltà l'export delle nostre imprese.
Giuseppe Sbalchiero

Il fatto nuovo di questa ricognizione è costituito dalle prime difficoltà manifestate dal comparto delle costruzioni, dopo diversi semestri di ininterrotta espansione. Venendo ai dati, le imprese di produzione soffrono più delle altre (occupazione a -4,6%); va meglio nei servizi alle imprese (-2%) e nei servizi al consumatore finale (-1,5%). Quanto alle tipologie contrattuali, aumentano dell'1,5% gli impiegati: la loro percentuale rispetto al totale dei dipendenti dell'artigianato è ora pari a 9,6. In lieve diminuzione gli operai a tempo pieno (-1,5%), mentre i lavoratori part-time, dopo anni di crescita, segnano un calo pari all'1,8%: anche la flessibilità, evidentemente, è stata utilizzata fino in fondo per far fronte alla stagnazione che dura ormai da tre anni.

Thiene è l'unico mandamento a far segnare una variazione positiva dell'occupazione, sia pure con un modesto +0,2%. Tutte le altre aree sono in calo, in linea con il dato provinciale: tengono maggiormente Schio (-1,6%), l'Area Berica (-1,9%) e Bassano-Marostica (-2%). Più in difficoltà appaiono invece Vicenza (-3,9%) e soprattutto il mandamento Agno-Chiampo, che con un -4,5% fa segnare il peggior risultato della provincia.

Un livello di ancora maggiore volatilità si registra nello studio degli andamenti occupazionali per categoria. Gli scostamenti rispetto al I° semestre del 2003 sono compresi tra il -9,7% della ceramica al +0,2% della grafica, unica categoria a non registrare variazioni in rosso. Per il resto, sostanzialmente stabili la meccanica (-0,3%), i servizi all'edilizia (-0,6%). Impiantisti, legno, estetica, alimentari ed edilizia segnano un calo ma si comportano meglio del -2,6% della media provinciale. Sotto questo limite si posizionano invece le arti sanitarie e i riparatori d'auto, rispettivamente con un -2,7% e un -2,8%. Le categorie maggiormente in affanno sono quelle della chimica, dei trasporti, dell'oreficeria e del tessile-abbigliamento, che fanno segnare una contrazione dell'occupazione dal 4,4% al 7,1%.

In controtendenza, rispetto alle ultime indagini semestrali, anche l'andamento dei lavoratori extracomunitari occupati nelle imprese artigiane della provincia: la loro presenza cala del 4,7% per la prima volta dopo almeno cinque anni di continua crescita. Oggi questa componente costituisce il 16,3% del totale dipendenti, mentre sei mesi fa corrispondeva al 16,6%. Interessante è notare come, nell'ambito dei servizi, il divario tra la diminuzione della componente comunitaria e di quella extracomunitaria sia piuttosto ampio (-0,6% contro il -8,2%); più omogeneo il calo dei dipendenti nella produzione (-4,5% contro -5,6%) e per la subfornitura (-1,6% contro -3,8%).


04/10/2004

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