| Il fatto nuovo di questa ricognizione è costituito dalle prime difficoltà manifestate dal comparto delle costruzioni, dopo diversi semestri di ininterrotta espansione. Venendo ai dati, le imprese di produzione soffrono più delle altre (occupazione a -4,6%); va meglio nei servizi alle imprese (-2%) e nei servizi al consumatore finale (-1,5%). Quanto alle tipologie contrattuali, aumentano dell'1,5% gli impiegati: la loro percentuale rispetto al totale dei dipendenti dell'artigianato è ora pari a 9,6. In lieve diminuzione gli operai a tempo pieno (-1,5%), mentre i lavoratori part-time, dopo anni di crescita, segnano un calo pari all'1,8%: anche la flessibilità, evidentemente, è stata utilizzata fino in fondo per far fronte alla stagnazione che dura ormai da tre anni. Thiene è l'unico mandamento a far segnare una variazione positiva dell'occupazione, sia pure con un modesto +0,2%. Tutte le altre aree sono in calo, in linea con il dato provinciale: tengono maggiormente Schio (-1,6%), l'Area Berica (-1,9%) e Bassano-Marostica (-2%). Più in difficoltà appaiono invece Vicenza (-3,9%) e soprattutto il mandamento Agno-Chiampo, che con un -4,5% fa segnare il peggior risultato della provincia. Un livello di ancora maggiore volatilità si registra nello studio degli andamenti occupazionali per categoria. Gli scostamenti rispetto al I° semestre del 2003 sono compresi tra il -9,7% della ceramica al +0,2% della grafica, unica categoria a non registrare variazioni in rosso. Per il resto, sostanzialmente stabili la meccanica (-0,3%), i servizi all'edilizia (-0,6%). Impiantisti, legno, estetica, alimentari ed edilizia segnano un calo ma si comportano meglio del -2,6% della media provinciale. Sotto questo limite si posizionano invece le arti sanitarie e i riparatori d'auto, rispettivamente con un -2,7% e un -2,8%. Le categorie maggiormente in affanno sono quelle della chimica, dei trasporti, dell'oreficeria e del tessile-abbigliamento, che fanno segnare una contrazione dell'occupazione dal 4,4% al 7,1%. In controtendenza, rispetto alle ultime indagini semestrali, anche l'andamento dei lavoratori extracomunitari occupati nelle imprese artigiane della provincia: la loro presenza cala del 4,7% per la prima volta dopo almeno cinque anni di continua crescita. Oggi questa componente costituisce il 16,3% del totale dipendenti, mentre sei mesi fa corrispondeva al 16,6%. Interessante è notare come, nell'ambito dei servizi, il divario tra la diminuzione della componente comunitaria e di quella extracomunitaria sia piuttosto ampio (-0,6% contro il -8,2%); più omogeneo il calo dei dipendenti nella produzione (-4,5% contro -5,6%) e per la subfornitura (-1,6% contro -3,8%). |