| "Il concetto, la stessa definizione di famiglia sono radicalmente cambiati negli ultimi anni - spiega Crepet -. Basti pensare che nel Nordest ben il 90% delle donne lavora. Un dato impensabile fino a qualche decennio fa. La donna non è più solo madre, ha oggi diversi ruoli sociali che diventano sempre più difficili da conciliare, come assicurare la presenza di un genitore in casa durante il giorno. Peraltro, anche la figura del padre sta assumendo connotazioni diverse, è meno assente di una volta". La famiglia insomma è cambiata, anche nella sua composizione: "Un tempo a scuola i figli di genitori divorziati o separati erano una rarità. Oggi invece sono le famiglie tradizionali a essere rare", aggiunge Crepet. Di fatto, sommando tutti questi fattori, si nota che il tempo della famiglia è spesso eroso dal tempo del lavoro, e a rimetterci è il rapporto genitori-figli. Inoltre, continua Crepet, "oggi il 40% dei ragazzi non sceglie il lavoro dei padri. E' un segnale da tener presente, perché si riflette sull'intera società dato che in alcuni contesti, e il Vicentino è uno di questi, la piccola impresa familiare è un vero motore socio-economico. Per questo è ancora più significativo che una Scuola per Genitori come questa parta da gente che lavora, da un'associazione di imprenditori, per rivolgersi all'intera comunità. Di fatto il progresso ha soddisfatto le esigenze materiali, quelle vissute dai nonni e in parte dai padri, ma ora altri bisogni sono emersi, spesso ancora inascoltati". La Scuola per Genitori non intende sostituirsi alla famiglia, o agli altri soggetti culturali e sociali quali possono essere la scuola o la Chiesa, ma vuole affiancarsi ad essi, per un confronto e una crescita reciproca. "Gli incontri sono rivolti a tutti: alle famiglie come agli insegnanti (che, oltre a essere educatori, sono spesso essi stessi genitori), ai single, ai genitori soli, ai nonni che passano molto tempo coi nipoti, fino ai parroci. Insomma - conclude Crepet - la Scuola per Genitori aiuterà non solo gli adulti a comprendere i figli e le nuove generazioni, ma permetterà di "conoscersi" meglio grazie anche alla condivisione dei problemi. Niente lezioni alla lavagna quindi, ma tanto dibattito e riflessioni sulla vita quotidiana". |