| Il manager vicentino Vittorio Mincato, che riveste l'importante carica di amministratore delegato dell'Eni, è intervenuto nei giorni scorsi a Schio (città nella quale vive) ad un convegno su Ambiente e Tecnologia, durante il quale, in qualità di relatore, ha parlato ad una folta e attenta platea di uno dei temi più importanti per l'economia e la società di oggi, vale a dire lo stretto legame tra la fonte energetica per antonomasia, il petrolio, e la tutela dell'ambiente in cui viviamo. La serata del Teatro Civico è stata organizzata dalla sezione scledense di Italia Nostra, e aveva come titolo "Industria petrolifera e tutela dell'ambiente". Mincato ha parlato di piattaforme e di trivellazioni, di gasdotti e di sacche, di relazioni internazionali e di equilibri dell'ecosistema con competenza e semplicità. Una qualità noncomune, che il pubblico presente in sala ha domostrato di apprezzare. | |
| Dottor Mincato, qual'è oggi la situazione generale del rapporto tra Industria energetica e Ambiente? "Possiamo dire senza dubbio che oggi c'è un minore scempio provocato dai buchi nel terreno, ha detto Mincato, in quanto grazie alla tecnologia le trivellazioni si fanno con molta meno approssimazione rispetto ad un tempo, e la necessità di ridimensionare i costi ha portato le aziende a ridurle di numero per trovare i giacimenti". Qual'è la differenza sostanziale tra il passato e il presente? " Un tempo, se si trovava solo gas, il giacimento veniva dichiarato inutilizzabile e chiuso. Se era misto di gas e petrolio, invece, si lasciava bruciare il gas, immettendo nell'aria enormi quantità di inquinanti. Questo ha causato indubbiamente dei gravi danni all'ambiente, dei quali forse neppure oggi siamo pienamente coscienti. Successivamente, si è capito che il gas poteva essere fonte di ricchezza, e sono state favorite quelle compagnie che lo imprigionavano e lo rendevano vendibile". E quali sono gli scenari futuri? "Indubbiamente oggi viviamo in un'era in cui non possiamo più considerare illimitate le fonti a nostra disposizione, e non è più possibile sprecare le risorse naturali senza dover poi pagare un altissimo prezzo in termini ambientali. La sfida del presente, e delle generazioni future, sarà proprio quella di favorire fonti energetiche fruibili a prezzi accessibili, nel pieno rispetto dell'ambiente e senza più gli sprechi di un tempo". Vittorio Mincato, 68 anni, è personaggio di rilievo della vita socioeconomica italiana. Nato nel 1936 a Torrebelvicino, maturità all'Itc "Fusinieri" di Vicenza nel 1956, primo lavoro alla Lanerossi di Schio nel 1957. Le vicende dell'azienda tessile scledense hanno finito per intrecciarsi con quelle dell'Eni, che prima l'ha acquisita e poi, nel 1987, l'ha venduta a Marzotto. Intanto Mincato aveva salito tutti i gradini, prima della Lanerossi, e poi dell'Eni, fino a diventare, alla fine degli anni '90, amministratore delegato del gruppo petrolifero. |