In questa estate, noi di II e III triennio, abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di conoscere ed approfondire la figura di Don Tonino. "Ascoltino gli umili e si rallegrino": questa frase biblica fu scelta da Don Tonino per il suo motto episcopale ma anche per il suo programma di vita. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1935, venne ordinato sacerdote nel 1957 e nel 1982 viene nominato vescovo della diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Terlizzi, portando con sé la sua vecchia Cinquecento e iniziando subito il suo impegno pastorale a favore soprattutto dei più poveri; e proprio grazie alla sua umiltà e al suo grande amore per Dio e per gli uomini unito alla gioia che fecero di Don Tonino una "bomba" d'amore.
Infatti, dagli incontri avuti, la gente del luogo che collaborò con lui si ricorda con molta gioia e commozione il suo essere vicino alle persone, il commuoversi di fronte ad un bimbo appena nato, l'interessarsi ai tossicodipendenti (di cui noi abbiamo avuto la possibilità di visitarne la "casa" famiglia e di essere ospitati dagli stessi ragazzi) tralasciati ed abbandonati dalla società e nell'accogliere gli emigrati e gli sfrattati e non esitò a schierarsi con i più deboli e indifesi. Ma tutto questo suo amore non fu soltanto teorico, ma si concretizzò, nonostante le difficoltà e le critiche ricevute. Veramente Don Tonino è stato un soffio dello Spirito Santo, un vento che ha voluto spolverare i nostri cuori, chiusi molte volte magari, dal nostro egoismo e dai nostri calcoli. Un vento che ha voluto ricordarci che Dio ci ama e ci ha amati per primi e a questo annuncio meraviglioso l'uomo non può rimanere indifferente a ciò. Infine è stato un vento che ha voluto dirci che Dio è in ogni uomo che soffre, in ogni uomo bisognoso che ci tende la mano. Tutto ciò è raffigurato simbolicamente nella sua tomba, sempre ricca di visite e preghiere. SAMUELE | |