| La scrittrice Paola Mastrocola, vincitrice del premio Campiello 2004, è alla Libreria Galla 1880 di Corso Palladio venerdì 26 novembre, alle 18 (dopo un passaggio alla sede vicentina di Assoindustria) per il nuovo appuntamento del "Gallaforum". L'autrice torinese, che sarà presentata da Paolo Lanaro, parlerà in particolare di "Una barca nel bosco", il libro che l'ha fatta trionfare al premio letterario veneziano, e di "La scuola spiegata al mio cane", ultimo suo lavoro, edito come il precedente da Guanda. L'ingresso all'incontro è libero. Paola Mastrocola con "Una barca nel bosco" (Guanda) ha vinto l'ultima edizione del Premio Campiello-Industriali del Veneto. La serata conclusiva si è tenuta a Venezia presso il Teatro La Fenice ed è stata condotta da Bruno Vespa assieme a Serena Autieri. La Mastrocola è nata nel 1956 a Torino dove tuttora risiede. | |
| Insegnante in un liceo scientifico, ha pubblicato per i tipi di Guanda La gallina volante (Premio Italo Calvino per l'inedito 1999, Premio Selezione Campiello 2000, Premio Rapallo-Carige per la Donna scrittrice 2001), Palline di pane (finalista al Premio Strega 2001), oltre a Una barca nel bosco e La scuola spiegata al mio cane. Il libro vincitore del Campiello 2004 racconta la storia di Gaspare, figlio di un pescatore e aspirante latinista, approdato a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, deve fare il liceo e dimenticare il piccolo mondo senza tempo dell'isola. Ma al liceo non trova grandi maestri, bensì insegnanti impegnati a imbastire compresenze, e, a fianco dei suoi compagni, con le scarpe sbagliate e la felpa senza cappuccio, è fuori posto: un pesce fuori dalla sua acqua, una barca in un bosco. E così, come in una specie di mondo alla rovescia, Gaspare deve giocare alla play station, deve imparare il lessico del branco, deve scrollarsi di dosso quei dieci in latino che arrivano puntuali come lo scherno della classe. E se la scuola tradisce le sue aspettative, qualche anno dopo l'università gli appare come un teatrino grottesco. Ma proprio quando tutto sembrerebbe perduto, la vita regala a Gaspare una svolta inattesa: a partire da un piccolo pioppo, comprato quando ancora era un liceale e si preparava ad ospitare una coetanea francese per un soggiorno-scambio, nasce un nuovo, imprevedibile mondo che gli cambierà la vita. Riscatto etico ed estetico - quello del protagonista - nei confronti di una società che riconosce solo i gregari e di un sistema scolastico che si rivela inadeguato a coltivare un talento; un sistema che Paola Mastrocola coglie nelle sue pieghe più divertenti e insieme drammatiche e che ritorna come tema centrale de La scuola raccontata al mio cane. L'ultimo suo lavoro è un racconto-riflessione amaro e divertito sulla nuova scuola italiana, le sue follie e il suo declino che pare inarrestabile. Tra aneddoti, curiosità e stridenti effetti comici, la Mastrocola disegna il ritratto di un mestiere che "non c'è più" perché strozzato e fatto a pezzi da insensate "parole d'ordine" come "progetti", "strategie educative" e "recuperi", lasciando insegnanti e studenti spaesati e delusi, forse nostalgici di un mondo in cui le parole "insegnare" e "studiare" non significavano altro che se stesse. |