| Presidente, dove nasce l'amore per il calcio, confessato più volte all'opinione pubblica e confermato da una assidua presenza allo stadio? "Il primo tifoso a cui debbo la passione per il calcio e il tifo biancorosso fu mio padre, vicepresidente del Lanerossi Vicenza ma soprattutto grande appassionato". Cosa rappresentano per Lei i colori biancorossi, per i quali da sempre manifesta grande attaccamento? "Un amore? Una storia? Una passione? Tante arrabbiature? Tante domeniche passate a soffrire? Molta gioia? Tutto questo e molto altro ancora, né più, né meno, di quanto non accada ad ogni tifoso: ciascuno di noi tiene stretti dei ricordi, belli o da rabbrividire". La Provincia di Vicenza sta dimostrando grande sensibilità verso il Vicenza Calcio. Sono pochi gli esempi nel Nord Italia di amministrazioni provinciali che collaborano attivamente con le realtà sportive di riferimento. Le motivazioni alla base di questa scelta. "Il Vicenza Calcio, a differenza di altre società, è veramente la squadra di una intera Provincia e non solo della città capoluogo. Anzi, credo che la gran massa della tifoseria arrivi proprio dalla provincia, per cui è naturale anche per l'Amministrazione provinciale sostenere la squadra che è simbolo della nostra terra". La nostra squadra è conosciuta in Italia per annoverare una delle tifoserie tradizionalmente e statisticamente più fidelizzate con oltre 100 clubs sparsi in provincia. Che ruolo ha il calcio nell'identificazione territoriale di un popolo? "Come dicevo la squadra biancorossa è uno dei simboli del territorio: ci rappresenta, ci fa conoscere. Per la gran parte degli italiani, biancorosso è sinonimo di Vicenza e la squadra rappresenta la capacità di una terra come la nostra di essere ai massimi livelli". Veniamo alla squadra: Lei assiste alle partite, commenta le prestazioni, ad inizio stagione ha fatto visita ai giocatori. Come vede quest'anno il Vicenza? "L'ambiente è sicuramente sereno,sereno, l'attacco si sta dimostrando, ma c'era da aspettarselo, formidabile. Certo, qualche ritocco ci vorrebbe, ma non si può aver tutto dalla vita: se riusciamo a recuperare qualche pedina che abbiamo già in rosa e aspetta d'essersi ristabilita, credo che non avremo grandi patemi d'animo e non voglio sbilanciarmi oltre". La partita che non dimenticherà mai. "Forse un Torino-Vicenza di tanti anni fa: vincemmo in trasferta, e Luison, il portiere, salvò il risultato con una incredibile rovesciata sulla linea di porta; oppure un Vicenza-Fiorentina, ultima di campionato, con l'ultimo gol di Vinicio in biancorosso, se non sbaglio, con una punizione magica che ci salvò dalla B; poi ci metto un Vicenza-Roma altrettanto incredibile, con un 4-3 memorabile per il Real Vicenza per un rigore parato alla Roma all'ultimo minuto o la vittora sul Napoli nella finale di Coppa Italia, le lacrime a Londra dopo la partita persa con il Chelsea." Lei rappresenta una delle cariche politiche più importanti: in un momento di crisi del sistema calcio come l'attuale, cosa può fare la politica per lo sport? "Lo sport è uno strumento formidabiledi educazione e parlo dello sport praticato,giocato: che si tratti di calcio, pallavolo,sci, pallacanestro, scherma oatletica. La politica dovrebbe sosteneree agevolare proprio le strutture che offronoa tutti la possibilità di praticareuna disciplina sportiva: non occorre esserecampioni per praticare uno sport.Lo sport fa bene e fa bene se impareremoa viverlo come passione, senza l'assillodel risultato, senza le scorciatoiedel doping. Per quanto riguarda losport professionistico credo che occorrauna profonda revisione anche dellenorme generali, visto che le squadre dicalcio, ma anche di basket o pallavolo,sono società di capitaliparticolarissime in cui il guadagnooggi è dato da diritti televisivi,vendita di gadgets, servizi ai tifosi,più che dalla vendita di bigliettio abbonamenti. Occorrerebberonorme adatte ad aziende chehanno delle caratteristiche particolarie che ogni domenica mobilitanomigliaia di cittadini". | |