Sempre più Cari Amici di Chiesa Viva, tanti gli eventi, piccoli e grandi, tutti saporosi, delle Celebrazioni dei 150 anni del Seminario. Mi devo rassegnare a qualche flash, lasciando il resto al Cuore Vostro molto immaginoso.
La Lettera del Vescovo e un Invito Elegante del Seminario chiaman tutti alle Feste: giovedì 4 novembre e sabato 6 e domenica 7. I Bollettini degli Animatori augurano al Seminario Buon Compleanno, a questo Nostro Vecchio-Giovanissimo Padre Vita nei Secoli. Potremmo incominciare col Giorno dei Defunti. Gli alunni del triennio e del biennio, nei pomeriggio, al Cimitero, nella Cappella Grande del Seminario, tutta di crisantemi bianchi e gialli. I Giovani che pregano gli Antichi Sacerdoti, le Suore Venerande, che alti ed alte lungo il terzo millennio intercedono già.
Ecco il 4 novembre, il primo giovedì, con quel Gigante Seminariale che è San Carlo. Ci s'incontra coi Preti della Diocesi. E giungono davvero numerosi; più di 200, 300 dicono un mezzo presbiterio, già commosso.
S'inizia nel Teatro del Seminario Vecchio, verso le 9.30. Accanto al cardinale, quell'Agostino Cacciavillan originario dell'Istituto Nostro, sta l'Arcivescovo Cesare Nosiglia e stanno i due Rettori: Gianfranco Cavallon e Luigino Perin.
Tiene una relazione sui 150 anni, tra storia e cronaca, il confermato Preside della Teologia e Insegnante di Storia della Chiesa: Francesco Gasparini. Più volte appare, diligentissimo e spesso eroico, l'Economo Graziani. Sfilano i Vescovi: Cappellari che fonda, Farina che continua, Rodolfi l'alter pater, Zinato nuovo. Passa e ripassa la guerra. Il 48 con le barricate, fatte di travi del Seminario ancora in costruzione. E nel 59 la caserma austriaca e in questa sala accademica si balla Strauss con crinoline di Viennesi Bionde. Già la 1a Mondiale e qui c'è l'ospedale per più di 100.000. Nella 2a si prendono sfollati; c'è il rifugio antiaereo e nel '44 l'assoluzione in massa per tutti quanti i Santi Seminaristi. Zinato bombardato abita qui per otto anni e giorni. Ed il 28 aprile del '45 ecco gli Americani: di cioccolata e rancio fraternizzano con i Seminaristi, epici tutti per la Liberazione. Nel '61 i resti santi del Cappellari portati nella Chiesa del Seminario, dove gli raccontiamo tante cose.
Alle 11 e un quarto la Grande Messa Concelebrata. Nell'Omilia Pastosa l'Arcivescovo dice un po' di tutto. E, sul finire, parla il Cardinale, con un braccio di qua e un piede sul di là, familiarmente Caro. I Teologi offrono un Mazzo Bello ai Magnifici Sette, ex e vivi e attuali Rettori nostri: Gianni Cielo, Piero Lanzarini, Luciano Bordignon, Giuseppe Ruaro, Lodovico Furian, Gianfranco Cavallon, Luigino Perin. Applausi reiterati, affetto, stima, lagrime.
Il Grande Pranzo di circa 185 Preti e i più vecchi son più forchetta buona: esempio di salute da imitare. E il Don Barausse, sempre più inarrivabile Cerimoniere, non trova un posto a tavola, perché tanti Pastori si son fermati senza prenotare, a dirvi l'entusiasmo della Celebrazione. "Soltanto un Parroco" sono i versi di grazie ai Nostri Sacerdoti, detti da don Giovanni Costantini, mentre si gusta il dolce. Per dare il posto, tutti i Seminaristi si sono concentrati nella palestra. Qui si magia di bello, di fune e di spalliera e si canta al millennio.
Anche la stampa fa la sua parte. Noto, il 5 novembre, l'Avvenire che dedica più d'una mezza pagina. Maria Grazia Bonollo la cura attenta. Bene informanti anche il Gazzettino ed il nostro Giornale di Vicenza.
Sabato 6 novembre 2004: Gran Convegno di studi. A organizzarlo il Seminario stesso e l'Accademia Olimpica e l'Istituto per le Ricerche delle Storie Sociale e Religiosa.
Al mattino all'Odeo sei comunicazioni. Cisotto fa la storia dagli Asburgo allo Stato Liberale, Coccato da Rodolfi al Vaticano. Ed indaga statistico Nardello circa le Ordinazioni Sacerdotali dal 1849 al 1914. Franzina sui dibattiti sociali dalla Rerum novarum sino al Fascismo. E Gasparini va, partendo dalle Scuole Parrocchiali, fino a questo attuale Istituto Superiore di Scienze Religiose. Conclude architettonico lo Zaupa.
Nel pomeriggio, qui nel teatro del Seminario Antico, le altre sette comunicazioni. Aperte dalla Auzzas intorno alla cultura di Vallardi, Capparozzo e Bologna, Zanella, Rossi, Fogazzaro: grandi umanisti del nostro Istituto. Cocco sulla scientifica ne abbozza quattro: Disconzi, Faccin, Rodolfi e Nonis. Marangon, tra Rosmini e il Modernismo, accenna a Bettinardi, De Lucchi, Snichelotto. Cattin sopra la musica, ma può arrivare appena a Dalla Libera di 3° media, con cenni ceciliani prima e ai tempi di Rodolfi. Bordignon dogmatizza e Tessarolo biblico resta sul generale e conclude Tamiozzo con i Maestri in spirito.
E, tra le due tornate, ecco il Pranzo Ufficiale alle 13.13. I Vescovi denunciano imbarazzi di stomaco e neanche siedono. E gli Studenti di Teologia votano un gioiosissimo digiuno. Aspettando il 2°, il nostro aedo Giovanni Costantini interpreta un suo canto dal titolo "Per speculum", che lo Zanella trova piuttosto oscuro e pindarico a tratti.
La Domenica 7 del Novembre 2004 le Feste si concludono coi Genitori e le Famiglie dei Seminaristi: l'Apice Giusto.
Profumo d'accoglienza verso le 16 .. a sfilare segrete le Mamme con tortiere e ceste misteriose e tovaglioli a dolci per il Buffet Fantastico alle 20.
Il Gasparini itera la relazione sul Seminario: la storia di cronaca del secolo e mezzo. E, durante la Fiaba, comincia adagio a piovere, dopo una splendida giornata di sole.
Alle 18.30 la Messa coi due Vescovi, Cesare e Pietro. La chiesa stipatissima. L'Omilia si concentra sulla famiglia come insostituibile per aiutare il Figlio nella Cerca. Invita al lavorio degli anni lunghi, perché quel seme spighi. Dopo la Comunione due Genitori narrano gli anni dalla 1a media del loro Figlio, Prete fra qualche mese. E proprio quelli di 1a media dalla tomba del Vescovo, il Cappellari, accompagnano in Coro il Lezionario: oh per davvero la Parola di Dio è Giovanissima, Pronunciata stasera come la prima volta. E si conclude con una Rosa Bianca. Ciascuna classe la porta al Vescovo, che le raccoglie in Mazzo: 15 Rose a dire anche i decenni del Nostro Seminario. E Cesare le porta sopra l'Altare della Santa Madre, mentre si canta Salve, Salve Regina.
Le 20.05: si dà inizio al Rinfresco Casalingo: gioie gaudiose, grida e vagiti, sorrisi salutari, lagrime e buone notti.
Sale il silenzio .. si popola il chiostro delle Presenze Antiche. Trovo, da solo, a un angolo, il nostro caro, novello animatore don Matteo Zilio, nato nel marzo del 76. Gli auguro di animare il 200° e ricordarci Vivi e Beati e sempre attenti al Nostro Seminario tanto amato.
Giovanni Costantini