| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | News / Economia e lavoro / Attualità |  | Apindustria | | Eletti i nuovi vertici di Uniontessile e Metalmeccanici Apindustria Vicenza | | "Comunicazione e coesione". Puntando l'attenzione su queste due concetti chiave, Ivo Spanevello ha dato inizio al suo mandato presidenziale alla guida di Uniontessile Apindustria Vicenza, cogliendo il testimone dalle mani di Filippo De Marchi. "Il settore sta vivendo un momento difficilissimo - ha ribadito il neo eletto Spanevello - ma non vogliamo limitarci ad ascoltare passivamente le "cassandre" che in questo periodo si stanno facendo sentire da più parti. Nel tessile-abbigliamento Made in Italy c'è un tale bagaglio di esperienza e tradizione, di capacità creativa e tecnica, di innovazione e sperimentazione, che non può andare gettato dalla finestra con questa facilità". |  | | Ivo Spanevello |  | La sezione metalmeccanici di Apindustria Vicenza, la più numerosa categoria dell'Associazione (oltre 600 aziende), ha come nuovo presidente Mariano Rigotto, 41 anni, amministratore delegato della Power System di Creazzo. "Come ha confermato l'ultima indagine compiuta dall'Ufficio studi di Apindustria -afferma il neo presidente eletto- anche la nostra categoria ha sofferto non poco. Le nostre aziende esportano molto anche in Paesi extra Ue e pertanto sono molto sensibili alla variazione dei cambi: il super euro ci sta penalizzando. Il secondo semestre 2003 non è stato positivo: il 50% delle imprese di impiantistica, il 58% dei produttori di macchine, il 43% degli elettromeccanici e il 28% degli altri meccanici e metallurgici, hanno visto diminuire le vendite totali". | | Mariano Rigotto | | Oltre alla crisi economica e al super Euro, le aziende metalmeccaniche vicentine si trovano a dover fare i conti anche con l'aumento e la carenze di materia prima. Lancia l'allarme Mariano Rigotto: "La situazione si è aggravata ulteriormente in questi primi mesi del 2004, a causa del forte incremento del costo delle materie prime: acciaio, ferro, lamiera, ghisa e rame. Un costo sul quale incidono fattori che difficilmente sono controllabili dalle aziende di medio piccole dimensioni. L'acciaio sembra ormai dirottato inequivocabilmente verso la Cina e gli altri Paesi asiatici, quindi le speculazioni si fanno sentire in maniera dirompente. L'Italia, infatti, ha un sistema produttivo assai fragile, in quanto siamo il maggiore importatore europeo di rottame. Difficile capire, a questo proposito, la politica industriale italiana, che non si può certo dire lungimirante. Ormai il nostro Paese è completamente in ostaggio di "cartelli" ove la capacità d'incisione del nostro Governo è pari a zero. Alcune materie prime, come ad esempio il lamierino magnetico, vengono prodotte ormai da pochissime società al mondo. Noi abbiamo le acciaierie di Terni che lo producono e si parla di chiusura o ridimensionamento". | 15/03/2004 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |