| "Per adesso sono state inserite poche 'unità', che stanno comunque lavorando con soddisfazione sia da parte del lavoratore, sia da parte dell'azienda. Una strada possibile per contribuire a risolvere questo problema sul territorio è proprio quella dei microinserimenti in aziende che hanno bisogno di personale. Inserimenti che sempre e comunque seguono ad un'azione formativa e di orientamento lavorativo". Alla Stefani 280 persone producono macchine e sistemi di squadrabordatura per l'industria del mobile: l'azienda vicentina, che ha cinquant'anni di storia, fa parte ora di un gruppo, leader mondiale del settore, che conta 18 stabilimenti produttivi per un totale di 3000 dipendenti e una fitta rete distributiva in 120 paesi. "La filosofia della Stefani - ha spiegato il general manager di Thiene Giannantonio Fiocco- è quella di essere attenti anche al territorio in cui vivono i dipendenti che danno vita all'azienda stessa. Ecco allora la certificazione ambientale, e l'attuazione di una serie di progetti con le scuole medie superiori". E' in questo clima costruttivo che è nata la collaborazione tra la gestione risorse umane della Stefani e i Servizi per l'Impiego. Le sei operaie, ora inserite attivamente nell'organico effettivo, hanno iniziato con uno stage di alcuni mesi per imparare il mestiere ed ambientarsi. Una buona parte del tempo è stata dedicata alla formazione messa in atto da tecnici specializzati dell'azienda. Poi le signore sono state inserite, con le dovute attenzioni, nel processo produttivo vero e proprio. Di recente Roberto Franco, direttore dei Servizi per l'impiego dell'Amministrazione Provinciale, e Giannantonio Fiocco si sono incontrati per "codificare" questa buona prassi nel campo delle politiche attive del lavoro. L'Azienda non potrà da sola risolvere il problema della disoccupazione, soprattutto femminile, dell'Altovicentino, ma potrà contribuire a dare l'esempio ad altre aziende in salute. "Un piccolo passo -ha affermato l'assessore al lavoro Alessandro Testolin- che apre una strada fino ad ora non percorsa e che soprattutto afferma le pari opportunità in un settore produttivo dominato da un pregiudizio che vorrebbe le donne inadatte al lavoro nel settore metalmeccanico." |