| "Io sono vicentino, di Lonigo per la precisione, e sono orgoglioso di esserlo, per favore non scrivete più che sono veronese". Con queste parole perentorie il campione di ciclismo Davide Rebellin , che di recente ha anche partecipato al Giro d'Italia, ha risposto nei giorni scorsi alla stampa, ribadendo una volta per tutte l'attaccamento alle sue radici e il suo amore per Vicenza. Dopo lo storico tris nordico all'Amstel Gold Race in Olanda, alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi in Belgio, Davide Rebellin, pur avendo eletto la sua residenza a Montecarlo, si sente leoniceno a tutti gli effetti. Ma perchè questo equivoco? Forse non tutti lo sanno...e allora vediamo di raccontare brevemente la storia. Il 9 agosto del 1971, giorno in cui nacque Rebellin, i genitori di Davide all'ospedale di Lonigo non trovarono posto. Si diressero allora in tutta fretta all'ospedale più vicino, quello di San Bonifacio, distante pochi chilometri ma geograficamente in provincia di Verona. Tanto bastò per fare del bambino un veronese a tutti gli effetti. | |
| C'è anche da dire poi, a onor del vero, che il campione di Madonna di Lonigo trascorse i suoi primi anni da atleta in terra scaligera: "È vero, ammette Rebellin, ciclisticamente parlando sono cresciuto nella Pizzini di Malcesine e nella Riboli Val d'Illasi, due ottime formazioni veronesi, ma questo non può farmi veronese, neppure d'adozione. Io sono vicentino e mi farebbe piacere che questo venisse sempre ricordato, senza nessuna polemica con Verona, ma io sono di Lonigo". Dunque, la storica rivalità sportiva tra vicentini e veronesi, ben nota ai tifosi di calcio, è destinata a ripetersi anche per il ciclismo? "Spero proprio di no, conclude Davide, anche perchè il mio sport è ben altra cosa dal calcio. Nel ciclismo non girano le somme enormi di danaro che ci sono lì. E gli spettatori e tifosi sono animati da ben altra passione, Una passione più tranquilla, vera, mai intaccata dalla violenza, e così spero sempre sarà anche in futuro". |