| Beppe Iachini in pole position, dunque, per la panchina del Chievo. E non solo. C'è anche il Genoa, sia pure velatamente, in lista d'attesa, e c'è persino l'Empoli neo-retrocesso. Tre società di calibro superiore convinte che la soluzione Iachini possa consentire di varare un programma a lunga scadenza, un programma di qualità. Molto lealmente, molto correttamente, molto amichevolmente, Iachini ha concesso al Vicenza il giusto tempo di riflessione. Si aspetta una risposta in tempi fisiologici, certo non brevissimi, ma nel frattempo ha allacciato a buon diritto contatti con chi gli ha testimoniato la propria fiducia e la propria stima. A Verona, entrando nella sede del Chievo dalla porta principale, e non da quella di servizio, ha commesso una ingenuità secondo alcuni; in realtà è stato ancora una volta fedele alla propria immagine di persona non disponibile ai sotterfugi, aperta, capace di prendersi sempre e comunque le proprie responsabilità. Il che ha scandito peraltro l'intera sua stagione vicentina. | |
| Al di là del diritto di Iachini a guardarsi attorno, un diritto che non si può non riconoscergli, rimane da decifrare -agli occhi della tifoseria, ma non solo- l'atteggiamento del Vicenza. C'è una immagine di impotenza, stavolta, ad accompagnare le mosse della società biancorossa: da un lato, per via degli inglesi impossibilitati a fare programmi, la scelta evidente della "navigazione a vista" in sede di allestimento della squadra futura; dall'altro l'imbarazzo della dirigenza nei confronti di uno Iachini che ha il diritto -sia umano che professionale- di pretendere proposte concrete, finalizzate a un progetto proiettato nel tempo. L'importante, a questo punto, è che la vicenda venga gestita in toni sommessi, come si conviene tra gentiluomini, evitando quel tipo di enfatizzazione che in sede di calciomercato è quasi una regola. Se è vero che il Vicenza di oggi, forse, non può permettersi di trattenere Iachini, è altrettanto vero che i tifosi hanno il diritto di conoscere gli esatti termini della questione prendendo atto, nella fattispecie, di una realtà incontrovertibile: l'impossibilità fisiologica di prospettare all'allenatore una offerta in linea con le sue attese. Non si tratta, è bene intendersi, di un discorso di carattere economico, in questo caso soltanto marginale, ma di programmi. Gli stessi tifosi, con altrettanta chiarezza, dovranno prendere atto del fatto che Iachini -nell'ipotesi abbastanza scontata di un "no" al Vicenza- non deve essere in alcun modo considerato un traditore o, men che meno, un mercenario nuovo conio. Un eventuale deprecabile addio -in un contesto ampiamente decifrabile e quindi privo di ombre- dovrà essere gestito con serenità, senza bisogno di commenti acidi. Come si conviene, appunto, tra persone civili |