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Il Museo di Bassano
Sabato 29 maggio il Museo Civico di Bassano del Grappa riapre le sue sale

Sabato 29 maggio 2004 alle10, in concomitanza con la Settimana della Cultura, il Museo Civico di Bassano del Grappa, riapre le sue sale dopo la chiusura dovuta alla grande mostra dedicata ad Antonio Canova. Una nuova illuminazione e nuovi apparati didascalici renderanno la visita assolutamente nuova, diversa. Alcuni nuovi capolavori donati al Museo o pervenuti per legato e per comodato arricchiscono il percorso.

L'ultima cena, Jacopo Bassano
Da sabato 29 maggio (dal martedì al sabato dalle ore 9.00 alle18,30; domenica dalle ore 15,30 alle 18,30) sono visibili, a piano terra, la sezione archeologica Chini, che comprende ceramica greca e apula compresa tra il VI e il III secolo a.C.. Al piano superiore le collezioni più belle e preziose della Pinacoteca: la sezione medievale e rinascimentale con la prima opera conservata in Italia del padovano Guariento, il Crocifisso di Maria de' Bovolini, e opere di artisti attivi tra il XIII e la fine del XV secolo, tra i quali meritano una segnalazione Giambono, Jacobello del Fiore, Antonio, Bartolomeo Vivarini e Francesco Bassano il Vecchio, padre del celebre Jacopo. A Jacopo Bassano è riservato il primo dei grandi saloni, un percorso entusiasmante (dal 1536 al 1580) del grande bassanese.
La cena di Emmaus, Jacopo Bassano
Attraversa tutte le sue stagioni, segnate da profondi mutamenti stilistici, dalla giovanile Fuga in Egitto, al grande affresco di casa Dal Corno, dove inizia a rivelarsi il linguaggio stilizzato del Manierismo michelangiolesco, all'onirico Martirio di Santa Caterina. Fino ad attraversare la nuova stagione naturalistica del Presepio di San Giuseppe, arrivando alle ultime opere eseguite in collaborazione con il figlio Francesco. La nuova sistemazione dei capolavori di Jacopo Bassano segue ora la sequenza cronologica, rendendo così più facile la comprensione dei cambi di stile dell'artista. Dalla metà di giugno sarà anche visibile nel salone lo stendardo a due facce recuperato dai depositi e riferito, in base alla "letteratura artistica", alla collaborazione di Jacopo con il figlio Leandro.
Annunciazione ai Pastori, Jacopo Bassano
Il salone centrale ospita la collezione sei-settecentesca, che è introdotta da una sezione dedicata a Leandro attivo a inizio secolo. Il Seicento è qui rappresentato da artisti di diversa ispirazione, Regnier, interprete di un caravaggismo riformato, con il bel dipinto l'Agonia di San Sebastiano, Ruschi, più debitore a un classicismo alla Reni, il Carpioni, interprete a Venezia di un recupero del classicismo veneziano del Cinquecento. Tra i numerosi rappresentanti del Settecento emergono i tre capolavori di Alessandro Magnasco, le prime opere di Pietro Longhi, i Pastorelli e il San Giovanni Battista di Giambattista Piazzetta, opere di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, un bellissimo paesaggio su pergamena di Marco Ricci, dipinti con paesaggi di Marini, Zais e Zucarelli.
Penelope, Leandro Bassano

Ci sono inoltre dei bozzetti in terracotta e un autoritratto che attestano la presenza in città di Orazio Marinali il più grande scultore vicentino del Settecento. Nel corso del mese di giugno troveranno qui collocazione anche due nuovi Fontebasso e un dipinto di Sebastiano Ricci, pervenuti per legato e per dono.Il salone dedicato ad Antonio Canova, risistemato nel maggio 2003 per il 150 centenario della donazione Sartori-Canova, ospita modelli in gesso, dipinti, calchi dell'artista, tra i quali si segnalano la Stele funeraria per Vittorio Alfieri, Ercole saetta i figli, la Venere italica e i famosissimi monocromi pervenuti per il tramite del legato Stecchini, il Mercato degli Amorini, danzatrici, Ninfe, Amorini, Studi per rilievi funerari. Canova e il fratellastro sono raffigurati nel celebre Doppio ritratto di Giovanni Martino De Boni.

Il bozzetto in terracotta de La Maddalena, preparatorio per la celebre scultura genovese è ora accompagnato dal bozzetto de Le Tre Grazie, acquistato nel 2003 dalla Città di Bassano del Grappa e ora, dopo essere strato ammirato in mostra, entrato a far parte delle collezioni permanenti. In fondo allo scalone, la sezione dedicata all'ambiente romano frequentato da Canova, dove trova posto il grande centrotavola con le 93 statuine in biscuit di Volpato, è ora impreziosita dal Ritratto di Abbondio Rezzonico del celebre ritrattista lucchese, naturalizzato romano, Pompeo Batoni, pervenuto in comodato al Museo quando già era conclusa l'esposizione canoviana. Prenotazioni: tel. 0424.524933. Informazioni: tel. 0424.522235, 523336; fax 0424.523914.


28/05/2004

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