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Vicenza e la Pace
Il 6 agosto a Vicenza si ricorda l'ammiversario della prima bomba atomica
Vicenza città di Pace. Appuntamento davanti alla Caserma Ederle il 6 agosto alle otto del mattino, per ricordare la prima bomba atomica, caduta su Hiroshima proprio quel giorno, alla stessa ora, nel 1945. A non dimenticare sono anche quest'anno i volontari di Beati i Costruttori di Pace, che organizzano due momenti di commemorazione (uno per la bomba su Hiroshima e uno per quella su Nagasaki, sganciata tre giorni dopo) e un seminario dal titolo "Disarmiamo la storia", in collaborazione con alcune associazioni paciste vicentine e venete. Mentre i due momenti di commemorazione si terrano rispettivamente davanti alla caserma Ederle di Vicenza e, lunedì 9 agosto alle 11, davanti all'ingresso della base Usa di Longare, il seminario si terrà a Padova presso la sede dei "Beati", in via Antonio da Tempo 2.
I colori della Pace
Fra i temi trattati quest'anno, la privatizzazione degli eserciti, la cultura del disarmo, la nonviolenza al femminile e l'informazione di guerra. "Hiroshima e Nagasaki - scrive don Albino Bizzotto, presidente dell'associazione nel presentare l'iniziativa - hanno segnato drammaticamente la storia e per molti decenni l'umanità ha creduto che almeno avessero spronato la nostra coscienza collettiva a rendere l'uso del nucleare un tabù invalicabile. Oggi, in un mondo devastato da guerre, dove la forza detta legge e l'interesse economico ormai predomina su qualsiasi altro valore, i giorni degli anniversari delle due esplosioni nucleari del 1945 diventano invece l'occasione per rinnovare l'impegno di tutta quella parte di umanità che lavora per tramutare il segno della distruzione in simbolo di pace".
Don Albino Bizzotto

E' prevista la partecipazione di Francesco Vignarca (autore del libro "Li chiamano ancora mercenari"); Mao Valpiana, Massimiliano Pilati e Daniele Lugli del Movimento Nonviolento; Alberto Capannini dell'Operazione Colomba; Lorenzo Scaramellini della Campagna Obiezione alle Spese Militari; i giornalisti Giorgio Fornoni di Report, Roberto Reale della Rai, Rodrigo Vergara di Arco-Iris Tv e Francesco Ianuzzelli di Peacelink; Manlio Dinucci autore del libro "Il potere nucleare"; Monica Lanfranco e Maria G. Di Rienzo, che hanno scritto invece a quattro mani il volume "Donne disarmanti".

Vicentino, classe 1939, don Albino Bizzotto è stato ordinato sacerdote nel 1963. "Ma, devo essere sincero - ammette - la mia vita è cambiata nel 1980". In quell'anno gli viene regalato un viaggio in America Latina. Visita due Paesi in particolare: il Brasile e l'Ecuador. "In quel continente - ricorda -, sono venuto a conoscenza di una realtà diversa dalla nostra e al tempo stesso drammatica. Da quel momento non ho più potuto dire: non so, non ho visto. E per me la pace è diventata una missione".

Tornato in Italia, scosso da quell'esperienza al tempo stesso traumatica e illuminante, don Albino diventa promotore di una serie di attività rivolte alla solidarietà tra i popoli e allo sviluppo. Nel 1981 organizza, nella Padova appena uscita dagli "anni di piombo" che l'hanno colpita duramente, un'imponente manifestazione di solidarietà a favore del Salvador. Negli anni seguenti prende contatto con altri sacerdoti per dar vita a un progetto nuovo che coinvolgesse tutta la Chiesa. Dopo le prime difficoltà, riesce a trovare la solidarietà di alcuni membri della gerarchia ecclesiastica del Triveneto.

Nel 1985, a vent'anni dalla fine del Concilio Vaticano II, viene pubblicato per iniziativa di un gruppo di sacerdoti veneti un appello dal titolo significativo: "Beati i costruttori di pace", che diventerà poi l'associazione solidale che oggi tutti conosciamo. Un appello nato "dalla coscienza che la pace come obiettivo, compito e impegno è centrale per la Chiesa, se vuole essere fedele a Cristo dentro la storia". Il documento suscita una notevole eco nell'opinione pubblica italiana. Sono in 15mila a firmarlo, tra di essi 5mila religiosi.


02/08/2004

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