| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | News / Pubblica utilità / Cittadino |  | Coppie di fatto | | Polemica vicentina sull'istituzione di un registro comunale | | La proposta, avanzata nei giorni scorsi da parte del diessino Luigi Poletto, di registrare le coppie di fatto all'anagrafe - comprese le unioni omosessuali stabili - e prevedere che abbiano trattamenti amministrativi e burocratici non differenti da quelli dei nuclei familiari tradizionali, aveva già fattto discutere le parti sociali. "Sì, si può fare" dice ora Enrico Hüllweck. A sorpresa, questa posizione del sindaco di Vicenza appare come un atto di coraggio, controcorrente per la sua stessa coalizione politica. "Non si deve confondere questo Registro delle unioni civili - osserva Hullweck - con la famiglia e il matrimonio. Ma se due persone sono una coppia di fatto, lo dichiarano al Comune, si prendono obblighi e chiedono diritti, allora formano lo si voglia o no un nucleo. E la società è sempre meglio organizzata se funziona per nuclei anziché per individui. Da questo punto di vista la regolarizzazione delle unioni di fatto aiuta il miglior funzionamento della società". |  | | Enrico Hullweck |  | La chiara presa di posizione del Sindaco non poteva non scatenare l'immediata reazione della parte religiosa della società vicentina, nella persona del Vescovo Mons. Cesare Nosiglia. Quello di Nosiglia, che giunge a poche ore dall'intervento del sindaco, è un forte richiamo ai valori della Chiesa, un secco "no" espresso all'indomani del consenso dichiarato invece da Enrico Hüllweck all'ipotizzato Registro delle unioni civili. Secondo il Vescovo vicentino "La proposta, equiparando diritti e doveri di chi si sposa e di chi non lo fa, incoraggia di fatto un disimpegno sociale che conduce alla disgregazione della convivenza solidale di una comunità, fonfdata da secoli sulla famiglia realmente intesa". | | Mons. Cesare Nosiglia | | "La proposta di un registro pubblico per le unioni di fatto - incalza Nosiglia - ricalca ancora una volta una visione distorta di libertà e introduce un elemento di ulteriore indebolimento di quell'istituto fondamentale della società, qual è la famiglia, società naturale fondata sul matrimonio"come recita la Costituzione italiana. La proposta in questione, infatti, tende ad introdurre surrettiziamente forme di indebita equiparazione tra la famiglia fondata sul matrimonio e altre forme di convivenza, comprese quelle dello stesso sesso, che famiglie non sono". | 08/08/2004 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |