| Meno operai generici e più personale qualificato: è quanto emerge dal check up sui fabbisogni occupazionali dell'industria vicentina. Si sta attraversando una fase di profonda trasformazione, il tessuto produttivo sta affrontando un percorso di terziarizzazione e questo comporta, da parte delle aziende, l'introduzione di nuove figure professionali. Di recente l'Assindustria ha reso noti i risultati di un'indagine su quali siano le figure più richieste dalle imprese associate. E dall'indagine, eseguita su un campione rappresentativo di 700 imprese, emerge il nuovo profilo dell'industria: sempre di più attenta agli aspetti organizzativi; stabile, e perciò già strutturata, dal punto di vista produttivo. Se negli Anni Novanta l'industria berica era a caccia di saldatori e tornitori, oggi le figure più richieste sono quelle dell'area dirigenti, quadri e impiegati. Dunque, un'economia che sta cambiando velocemente, di fronte all'internazionalizzazione dei mercati. | |
| E' la fine del modello produttivo del Nordest (per anni vincente)? Non proprio, quanto piuttosto l'inizio di una nuova epoca, che impone alle imprese vicentine un nuovo approccio per confrontarsi con i competitors emergenti. E' una fase delicata di passaggio del modello industriale, ma il bilancio dell'industria vicentina, e più in generale del Nordest, rimane positivo. Come cambiano le imprese vicentine, di fronte a questa nuova realtà? Ecco i dati di questa indagine: mentre l'anno scorso le industrie rilevavano un fabbisogno occupazionale di 1638 lavoratori, in questo 2004 si scende a 1144 possibili nuove assunzioni. L'indagine di Assindustria accentua la tendenza degli ultimi due anni, ossia il calo della richiesta di operai. Se nel 2000 le aziende interpellate chiedevano l'82 per cento di operai e il restante 18 per cento di impiegati (nonché quadri, dirigenti), oggi lo scenario si sta ribaltando a vantaggio dei colletti bianchi. La richiesta di personale d'ufficio qualificato sale infatti al 36 per cento. In questo contesto, il settore che richiede più personale si conferma il metalmeccanico, che sale addirittura al 46 per cento della richiesta globale (rispetto al 35 per cento del 2003), seguito dalle costruzioni (10 per cento), dalle materie plastiche (9 per cento) e dai servizi vari, che si attestano al 6 per cento. Sostanzialmente stabile la richiesta di personale maschile, che passa dall'86 per cento all'83, condizionata dalla significativa richiesta di impiegati tecnici (40 per cento sul totale di impiegati) e di operai con mansioni percepite in prevalenza come tipicamente maschili. In ascesa anche il dato sulla percentuale di lavoratori immigrati, che dal 7,37 per cento dell'anno scorso ora sale all'8,56 per cento, anche per l'aumentata incidenza degli occupati nell'edilizia. |