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Assoartigiani: i costi etici e sociali della delocalizzazione non vanno sostenuti da chi resta
Il presidente Assoartigiani Vicenza Giuseppe Sbalchiero si unisce al presidente della Confartigianato Veneto Vendemiano Sartor, nel condividere quanto affermato da Mon. Zenti Vescovo di Vittorio Veneto che, durante un incontro con i lavoratori della Zoppas, ha manifestato la propria preoccupazione per la ricaduta sociale delle decisioni aziendali in merito alla delocalizzazione dell'attività."La delocalizzazione è inaccettabile sul piano etico in quanto con essa spesso è il reddito dell'intera famiglia a risentirne. E' il caso proprio delle imprese artigiane che coinvolgono interi nuclei familiari. Con la delocalizzazione poi il patrimonio delle "maestranze" è destinato a sparire. Deve quindi finire il sistema di agevolazioni pubbliche alle aziende che scelgono questa strada, che spesso ha il sapore di una scorciatoia - commenta Sbalchiero -.
Giuseppe Sbalchiero

"In Europa qualche paese fa addirittura il contrario: incentiva le aziende che tornano e che "delocalizzano" nelle aree depresse del paese d'origine. Sia chiaro che non abbiamo mai pensato che un fenomeno come la globalizzazione dei mercati potesse essere fermato ne tanto meno scoraggiato da provvedimenti del Governo -prosegue Sbalchiero- come, da imprenditori, non abbiamo mai contrastato la libertà di qualsiasi azienda a fare le scelte ritenute più opportune per lo sviluppo del proprio business. Quello che da sempre denunciamo e riteniamo immorale sono le agevolazioni pubbliche alla delocalizzazione ed il costo sociale che il mondo produttivo che "resta" deve sostenere".

"Come Associazione pensiamo che cassa integrazione, mobilità, prepensionamenti, assunzioni nel pubblico - continua Sbalchiero- sono un costo sociale a cui le imprese che delocalizzano dovrebbero essere obbligate a contribuire in misura maggiore o quantomeno direttamente proporzionale al loro impegno all'estero. Inoltre i delocalizzatori non dovrebbero poter accedere ai contributi per l'iternazionalizzazione delle imprese che hanno oggettivamente finalità diverse. E' il momento di mobilitarci per portare il problema a tutti i livelli, Comuni, Province, Regioni, Governo e Parlamento e chiedere con forza leggi e provvedimenti che tutelino chi sul territorio resta e porta ricchezza e sicurezza sociale".


13/09/2004

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