| Viene espulso Margiotta a Catania e prende forma, in simultanea, la crescita di Stefan Schwoch, fino a quel momento in ombra. Ecco puntuale l'osservazione del critico: i due hanno caratteristiche troppo dissimili per risultare complementari, il rischio che si pestino i piedi è sempre presente. Il tutto corroborato anche (e soprattutto) dalla successiva prestazione-super di Schwoch al "Menti", con quel gol da cineteca rifilato al Crotone. Sta tornando di moda, in definitiva, il tormentone che per tre lunghe stagioni ha scandito le analizi tecnico-tattiche del gioco vicentino. Fino a che punto, tuttavia, è giustificabile tale asserzione, il fatto cioè che Margiotta & Schwoch non siano tra loro compatibili ? | |
| Facciamo un passo indietro e andiamo ad analizzare la prima stagione disputata in coppia dai due, una stagione non brillantissima che ha evidenziato la predisposizione di entrambi a giostrare -sia pure partendo da angolazioni diverse- nel ruolo di prima punta. Le perplessità, in effetti, potevano anche essere giustificate trovando tra l'altro nuovo alimento -paradossalmente- nella stagione successiva, allorchè Margiotta e Schwoch segnarono un numero record di reti senza essere impiegati in coppia con regolarità. Analizziamo tuttavia l'ultima mezza stagione, con Margiotta tornato a sorpresa in biancorosso sul mercato di gennaio e con Schwoch in recupero dopo l'infortunio. Da una parte un centravanti d'area, Massimo, cresciuto molto sia sotto il profilo tecnico che dal punto di vista umano; dall'altra una punta mobile, Stefan, disponibile a muoversi senza togliere spazio al compagno. Coppia non solo compatibile, in sostanza, ma addirittura -nei momenti di maggior fulgore atletico- addirittura complementare. La chiave di lettura ? Una soprattutto: la stima e l'affetto che la comune militanza in biancorosso ha attivato. C'è feeling insomma. Ed è questo, da sempre, il collante più efficace quando si tratta di assemblare due attaccanti dalle caratteristiche, almeno sulla carta, di segno opposto. |