| Sia pure con un certo ritardo temporale, la ripresa degli scambi mondiali ha iniziato a far sentire i suoi effetti positivi sulle esportazioni del made in Italy orafo. Le vendite all'estero dei prodotti italiani dell'oreficeria e gioielleria, hanno denotato a metà 2004 una tendenza alla risalita più chiara di quanto intravisto nel corso della primavera. Più in dettaglio, sulla base dei consuntivi doganali ISTAT(elaborati dalla Fiera di Vicenza), dopo un primo bimestre 2004 ancora in negativo (-17,6% nei confronti del primo bimestre 2003), le vendite all'estero dell'industria dell'oreficeria e gioielleria italiana hanno successivamente chiuso con cali cumulati sempre più contenuti: -7,2% nel primo trimestre, -5,8% nei quattro mesi, -4,6% nei cinque mesi, per poi invertire la tendenza negativa nel primo semestre dell'anno con un +5,9% rispetto al corrispondente semestre 2003. | |
| Per l'inversione di tendenza mostrata di recente dalle esportazioni di oreficeria è stato determinante il sostanziale incremento dei volumi di fatturato estero nel mese di giugno. Peraltro, l'inversione di tendenza attende le risultanze dei mesi successivi a giugno per poterla definire consolidata. Sta di fatto però che anche l'indice calcolato dall'ISTAT della produzione industriale di oreficeria ha segnato nel primo semestre 2004 un aumento, rispetto all'analogo semestre del 2003, del +0,7%. Per quel che riguarda i poli produttivi, nel semestre in questione vanno registrati il +16,6% di Valenza, il +9% di Vicenza, il + 3,5% di Milano e, a seguire, +2,4% Torre del Greco e +2% Arezzo. Sotto il profilo della destinazione dei prodotti orafi esportati ai principali paesi clienti, i consuntivi del primo semestre evidenziano un regresso delle vendite agli Stati Uniti "limitato" al -8,8%; contro il -22,9% dei primi cinque mesi. Pur in presenza di una dinamica dei consumi privati ancora debole, le esportazioni di prodotti orafi nell'area dell'euro hanno registrato un consistente recupero: +13,6% rispetto al primo semestre del 2003. |