| Secondo la Lega Consumatori Acli vicentina, l'annunciato blocco dei prezzi nei supermercati è illusorio e non risponde a verità. La liberalizzazione degli orari è un falso rimedio, senza contare, poi, che il lavoro domenicale non tiene conto della necessità di godere del riposo settimanale. La responsabilizzazione dei consumatori e dei commercianti può essere una risposta valida, ma le istituzioni devono puntare su misure politiche efficaci. La giornata di protesta al carovita, ha lasciato un segno positivo nella sensibilità dei cittadini consumatori, ma soltanto in alcune città. Vicenza, infatti, ha dimostrato di non essere affatto a conoscenza dell'iniziativa. Così si spiegano i parcheggi dei supermercati colmi d'auto. La mobilitazione, tuttavia, ha prodotto intese tra regioni e associazioni imprenditoriali e l'intesa fra Governo e grande distribuzione, per un argine ai prezzi nei supermercati. | |
| "In realtà si tratta di iniziative prevalentemente di facciata - sottolinea Matteo Crestani, Presidente provinciale della Lega Consumatori Acli -, incapaci di incidere con efficacia sulla struttura della crisi dei consumi. Infatti, il blocco dei prezzi non riguarda l'intero complesso dei beni dei supermercati, ma soltanto i prodotti di marca commerciale, posti in vendita per scopi di fidelizzazione del cliente". L'accordo con il governo è di portata limitata - aggiunge Crestani - ed incide solo per il 12 per cento sull'acquisto dei prodotti di largo consumo nei supermercati e, peraltro, reitera le misure gia adottate dalla GDO (Grande distribuzione organizzata), per contrastare la concorrenza dei discount". Le Associazioni dei consumatori sono invece preoccupate delle contropartite chieste insistentemente dagli operatori della distribuzione e che le istituzioni sembrano disposte ad accogliere. Esse non vanno incontro agli interessi dei consumatori e a quelli di coloro che alla quarta settimana si trovano con le tasche vuote. Semplicemente è loro offerta la possibilità di contemplare vetrine illuminate per più ore durante il giorno e la settimana. Per non parlare, poi, della pseudo-soluzione dell'ampliamento degli orari dei negozi - sottolinea Matteo Crestani, sulla scia delle affermazioni del Presidente nazionale della Lega Consumatori, Pietro Praderi. "La flessibilità degli orari può essere una misura positiva se mirata a categorie e servizi determinati (ad es. le farmacie), ma estenderla acriticamente, com'è accaduto in alcune città, dalle cinque del mattino a mezzanotte, pone problemi seri di sicurezza e, soprattutto, il dilagare delle aperture domenicali aggrava la condizione familiare dei negozianti e dei dipendenti, costretti a sacrificare, già oggi, spesso anche il Natale". "La domenica - conclude il Presidente Crestani -, anche in termini culturali, deve restare un momento di raccoglimento e di accesso ai valori relazionali, artistici, spirituali, e non un ulteriore momento di consumismo liberatorio dallo stress e addomesticante. Ecco perché chiediamo alle Associazioni rappresentative dei commercianti l'apertura al dialogo per un obiettivo comune: la difesa della famiglia". |