| Eccomi inaspettatamente qui, in Seminario!Potrebbe bastare questa frase per esprimere i miei pensieri e sentimenti, all'inizio di questo nuovo anno pastorale. Dopo sei anni di parrocchia - mi verrebbe da dire "solo" dopo sei anni - mi si chiede di ritornare lì dove sono partito nell'ormai dimenticato 1991. Sì, perché il mio cammino di seminarista (e che "monello" di seminarista!) è iniziato proprio nel settembre '91 e proprio dalla Comunità del Mandorlo, dove ora continuerò il mio ministero come suo responsabile..Sono don Fabio Ogliani, da Caldogno, nato a Vicenza trentadue anni fa, prete dal 1998, per sei anni vicario parrocchiale a S.S. Trinità di Schio; ero pronto e già consapevole che questo sarebbe stato l'anno del cambiamento, ma mai mi sarei spettato questo incarico, un po' per la mia ancor giovane età, un po' per le mie caratteristiche di prete che, come avete già capito, non è che nei tempi trascorsi in Seminario sia stato così "bravo". Ma mai come in questo tempo mi sono ripetuto e mi son sentito dire che le vie del Signore sono infinite. Ero un po' titubante prima di accettare questo impegno; ho chiesto consiglio ad amici preti, ci ho riflettuto e pregato sopra, poi ho detto di sì! Lavorare con le persone, con giovani e adulti, nel campo vocazionale, mi pare stimolante ed è per me un motivo di crescita e di maturazione essere accompagnato in questo compito dalla competenza e dall'affetto di altri amici preti che già lavorano in questo settore della pastorale.Non sono un prete di facili proclami o promesse che, poi, inevitabilmente, rischiano di rimanere sulla carta. Posso solo dire con una certa trepidazione che cercherò di impegnarmi con tutto me stesso, così come sono, guardando in volto le persone, non i ruoli, le capacità, la simpatia, l'intelligenza, la vocazione già inserita in chissà che codice genetico; cercherò di essere un uomo con e tra altri uomini, non farò "campagne acquisti", non andrò a "elemosinare vocazioni". Il mio desiderio è quello di lavorare affinché la Chiesa e i suoi ministri siano credibili, non accattivanti, capaci di dare risposte autentiche a ciò che ogni uomo porta con sé come domanda, come ricerca; cercherò ci continuare il percorso di chi mi ha preceduto in questo itinerario, se possibile accompagnando e ascoltando coloro che incontrerò sul mio cammino, condividendo con loro la bellezza dell'essere uomini e cristiani e, perché no, preti!In questo itinerario sento il desiderio di coinvolgere tutti, preti e laici, adulti e giovani, anziani e ragazzi, le nostre tanto criticate famiglie; sono convinto, infatti, che solo in una Chiesa che sa parlare alla gente, che sa camminare con tutti, anche con gli ultimi, solo in una Chiesa di credenti credibili si può far nascere nel cuore di qualche giovane il desiderio di diventare prete. Solo allora ci saranno giovani che desiderano vivere in pienezza la loro vocazione al matrimonio, un cosa certamente non secondaria. Insomma, cari amici, preghiamo per le vocazioni, parliamo della vocazione di speciale consacrazione (si dice ancora così?!), ma soprattutto testimoniamo con la vita che essere cristiani è esprimere in pienezza ciò che la nostra umanità cerca come senso e significato della sua esistenza. Da qui, da questo autentico atteggiamento di fede vissuta e condivisa, potremo avere la Chiesa e per il Mondo, giovani che sentano come possibile la scelta di diventare prete. Scelta che pur sempre una risposta ad una domanda che Dio pone ancora, ne sono convinto, all'uomo di oggi.don Fabio | |