| E' possibile vivere la fede in prigione? Può un detenuto che è in galera mantenere intatta la sua fede? C'è chi incontra Dio per la prima volta in prigione? Riescono a perseverare nella nuova via che hanno scoperto?
Invece di dare risposte teoriche preferisco raccontare fatti concreti di vita quotidiana in una delle grandi prigioni dell'Africa dell'Ovest, la MACA, un penitenziario moderno, tutto in cemento: costruito inizialmente per 1500 persone, ne ospita attualmente più di 5000, suddivisi in sei padiglioni. Comincio con la storia di Serge. Aveva fatto parecchie volte la prigione, sempre per piccoli crimini. A un certo momento ha domandato di seguire il corso di catechismo che si tiene nel suo padiglione. Era già arrivato al terzo anno di preparazione al battesimo quando è stato messo in libertà lo scorso dicembre. Ha continuato il catechismo fuori, nella sua parrocchia. Il nostro gruppo l'ha aiutato ad avviare una piccola attività di commercio di pesce. Non che ci guadagnasse molto, ma per ben tre volte ha inviato dei soldi ai suoi amici in prigione. Si preparava a ricevere il battesimo ed era entusiasta. Una settimana prima della data del battesimo è misteriosamente sparito. Il suo corpo è stato ritrovato, qualche giorno più tardi all'obitorio: il viso era sfigurato dai numerosi colpi di pugnale. Probabilmente non si saprà mai che cosa sia successo, chi l'abbia ucciso. Nello stesso periodo era stato liberato anche Pierre. Lo conoscevo molto bene poiché era responsabile del gruppo della liturgia in prigione. Pierre aveva collezionato varie rapine a mano armata. Fu nel corso di una di queste rapine che era stato arrestato, scampando miracolosamente alla morte. In prigione aveva ritrovato Dio e aveva deciso di cambiare vita. Uscito fuori, la famiglia l'aveva rigettato e si era ritrovato solo come un cane. Il nostro gruppo l'ha aiutato a aprire una cabina telefonica e a pagarsi una stanzetta in città. Qualche giorno fa mi chiama al telefono: vuole che vada a trovarlo. La sua stanzetta è in un quartiere poverissimo della città, dove nessuno lo conosce. Fa parte del gruppo dei lettori della messa domenicale, e fa del catechismo nel suo quartiere. Sono ammirato. Ma le sorprese non sono finite. Mi conduce da certi suoi amici, per la maggior parte ex-detenuti, con i quali ha fondato un gruppo di preghiera. Ogni settimana si ritrovano per leggere il Vangelo e condividere il loro cammino di fede. Hanno anche fondato un'associazione per aiutare tutti quelli che escono di prigione e non sanno dove sbattere la testa.
All'interno della prigione noi abbiamo parecchi gruppi di catechismo. Il 18 aprile di quest'anno, abbiamo avuto la gioia di celebrare il battesimo di un primo gruppo di sei detenuti del padiglione C: quello riservato ai grandi criminali. Altri si stanno preparando e con impegno. Un esempio ancora: Corinne era pronta a ricevere il battesimo, ma qualche cosa la tormentava: voleva vendicarsi del suo ragazzo che l'aveva gettata ingiustamente in prigione. L'ascolto con attenzione, gli faccio comprendere che il suo atteggiamento non è cristiano. Corinne rientra in se stessa, poi mi dà questa risposta disarmante: "Ho capito; ebbene, gli perdono tutto!". Il suo perdono era sincero, sgorgato dal fondo del suo cuore. Fr. Renato Chiumento | | | | | | | | | | | HA PORTATO LA GIOIA IN CINQUE VILLAGGI Il 25 aprile 1994 è arrivato nel nostro paese come missionario p. Luigi Cattazzo, che all'inizio ha servito la chiesa francescana "Maria Annunziata" a Lezhë. Per la sua dedizione e il suo lavoro instancabile, nel 1996 è stato nominato guardiano del convento. Nello stesso anno è stato incaricato del servizio pastorale nei villaggi di Balldre, Gocaj, Kakarriç, Torovicë e Malecaj. Anche se con problemi di salute, è riuscito a rispondere alle attese spirituali dei credenti di questi villaggi. Il 21 novembre dell'anno 1998 è riuscito a costruire una bella chiesa nel villaggio di Gocaj, dedicata al Cuore Immacolato di Maria, a 14 km dalla città di Lezha. Il 5 dicembre dello stesso anno ha inaugurato la chiesa di Kakarriç, dedicata a S.Nicola. Continuando nella costruzione di chiese, nell'anno 2000 ha realizzato una chiesa bellissima nel villaggio di Torovicë, abitato da 2100 abitanti circa, dei quali l'80% sono cattolici. Nello stesso villaggio ha realizzato la costruzione di un asilo per i bambini e la casa delle suore. Il 16 aprile 2001 nel villaggio di Malecaj ha inaugurato la chiesa dedicata a Cristo risorto. Quando ai piedi della montagna si è creato un nuovo centro di abitazioni p. Cattazzo è riuscito a costruire anche lì una chiesa dedicata a S.Marco, inaugurato il 25 aprile scorso proprio nel decimo anniversario del suo arrivo dall'Italia. L'atmosfera di festa è stata aumentata anche per la cresima di 24 giovani, amministrata dall'Amministratore apostolico della diocesi di Lezha mons. Ottavio Vitale. Franc Radoja | | | | | | | | | |