| Il 7 settembre si è svolto l'annuale pellegrinaggio diocesano alla Madonna di Monte Berico con larghissima partecipazione dei fedeli. E' l'occasione nella quale il vescovo apre l'anno pastorale e presenta il suo indirizzo alla diocesi. Mons. Nosiglia è a Vicenza come Vescovo da nove mesi. Ormai è noto il suo stile di pastore e sono ormai anche chiari due punti sui quali insiste con particolare forza: i giovani e la famiglia. Il programma pastorale della diocesi è riassunto nel tema: "cristiani si diventa in famiglia". A Monte Berico mons. Vescovo ha voluto più esplicitamente trattare della famiglia, partendo dal testo di Luca che richiama la genealogia di Gesù, di famiglia in famiglia, da Abramo fino alla famiglia di Nazareth. Ha sottolineato come la famiglia sia il cuore del progresso sociale, economico e spirituale della società, in particolare della nostra società vicentina; come la famiglia sia una ricorsa positiva della Chiesa e per la società intera. Si è fermato soprattutto nell'affermare il valore della famiglia fondata sul matrimonio, la necessità della solidarietà familiare extra famiglie, il compito della famiglia come soggetto sociale ed ecclesiale. "Insieme alla famiglia possiamo evangelizzare e formare alla fede e alla vita le nuove generazioni, costruire un mondo migliore più solidale e fraterno". Il Vescovo ha dedicato l'ultima parte del suo intervento alle famiglie in difficoltà richiamando i compiti della Chiesa e della società civile. Ha richiamato il problema della casa che rende difficile a tante copie giovani formare una famiglia invitando le istituzioni civili ad un impegno maggiore nel settore; ha rivolto l'attenzione alla fatica di vivere che c'è in tante case per più motivi, alla sofferenza di chi non ha con se la famiglia come tanti immigrati, a chi vive senza fissa dimora, ai molti poveri di amore, di pace e di casa, con un appello "agli Enti locali, alla Caritas, alle comunità cristiane e al volontariato laico e cattolico di predisporre dei piani per l'emergenza" che si presenterà con l'affacciarsi dell'inverno. E ha concluso con alcuni appelli di impegno alle famiglie cristiane, alle istituzioni civili, ai giovani, ai sacerdoti e ai religiosi. L'intervento del Vescovo è stato stampato in un elegante fascicoletto con il titolo: "Se il Signore non costruisce la casa e la città invano vi faticano i costruttori", che è stato distribuito a tutti i partecipanti al pellegrinaggio. "Vicenza, rimani terra di accoglienza" Il 7 e 8 settembre del 1992 abbiamo accolto il Papa in visita alla città e alla diocesi. E bene ricordare il suo primo saluto. Sono veramente lieto di essere qui, nel cuore di questa città, il cui nome è legato ad una lunga tradizione di fedeltà alla Chiesa, di virtù civiche e insieme di cultura e di arte. Il messaggio cristiano è tutto intriso di questo spirito di servizio. "Il Figlio dell'uomo è venuto per servire. E nell'ultima cena, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, ha aggiunto: "Vi ho dato l'esempio perché come ho fatto io, facciate anche voi" (Gv 13,15). La Chiesa indica a tutti gli uomini il Vangelo del servizio fraterno, e senza pericolo di fraintendimenti ripete: "Colui che vorrà diventare grande fra voi, si farà vostro servitore (Mt 20,26). Ecco, ciò che il divino Maestro propone e domanda. Lo chiede a ciascuno di voi, responsabili di questa città; lo chiede a voi, cittadini di Vicenza. Lo chiede soprattutto a voi cristiani. Impegnatevi tutti per la promozione del bene comune. Siate attenti, in questa logica di servizio disinteressato, soprattutto ai più bisognosi. Abbiate a cuore il mondo del lavoro e della scuola; abbiate a cuore la gioventù, spesso attirata da modelli di vita inconciliabili con l'etica cristiana. Vicenza, non cessare di essere la terra della fraternità e dell'accoglienza! | |