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Non solo il territorio dell'altopiano di Asiago e' intriso dei segni della guerra del 1915-1918. Nel
novembre 1917 il fronte italiano arretrò al Piave e il Grappa assunse un ruolo di grande
importanza nella difesa del tratto fra il Brenta e il Piave.
Furono inviate poche divisioni che nonostante la schiacciante inferiorità di uomini resistettero
con grande eroismo e coraggio all'offensiva nemica. Perdere il Monte, infatti, significava lasciare passare
l'invasore.
Non riuscendo a conquistare il Grappa, gli austriaci deviarono verso l'Altopiano, conquistando il Sisemol,
da cui poter attaccare meglio con l'artigleria. La battaglia sul Grappa infuriò terribilmente
fino al 21 dicembre, per riprendere il 23 sull'Altopiano. passò così l'intero inverno e
nel giugno successivo l'offensiva austriaca trovò la resistenza tenace delle truppe italiane,
che nel frattempo avevano avuto il tempo di riorganizzarsi.
Il 15 giugno iniziò un violentissimo bombrdamento nemico, cui seguì l'attacco delle
truppe di terra dal Brenta alle Porte di Salton: gli austriaci avanzavano inesorabilmente e per il nostro
esercito sembrava giunta l'ora della resa.
Ma quello stesso giorno partì il valoroso contrattacco italiano che, nel giro di una notte e di
un giorno, riuscì a riconquistare le posizioni perse, pur dovendo pagare un altissimo tributo
di vite umane. Nell'ottobre del 1918 la IV Armata ricevette l'ordine di iniziare la battaglia decisiva
per la liberazione.
Il giorno 24 gli italiani sferrarono l'attacco: fu una battaglia tremenda, che durò alcuni giorni
e costò la vita a 24.000 soldati in una sola settimana. Per difendersi, gli austriaci furono
costretti a richiamare quasi tutte le truppe disponibili. Questa mossa, inevitabile, costò loro
la sconfitta: quando infatti le altre armate italiane iniziarono il passaggio del fiume Piave, il giorno
26, gli austriaci non avevano più forze sufficenti per contrastare l'avanzata italiana. Il giorno
30 il fronte austriaco, assalito su tutti i lati, crollì anche sul Grappa e dichiarò la
resa.
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