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La produzione tessile nella provincia di Vicenza ne fa oggi una delle colonne del settore. Inserita
in un contesto di già notevole sviluppo e immagine quale quello del "Made in Italy" famoso
nel mondo, la moda vicentina ha come punti di forza la tessitura, di tradizione pluricentenaria,
la filatura pettinata e la maglieria, eredità del secondo 800. Geograficamente il
tessile vicentino interessa il distretto storico imperniato sulle cittadine di Valdagno e Schio.
Capofila dellimprenditoria è il prestigioso Gruppo Marzotto che, assorbita la storica Lanerossi nel 1987, è divenuto vero e proprio leader europeo di settore, una delle poche strutture in grado di coprire lintero ciclo della filiera tessile, dalla lana grezza al capo confezionato, nei modi e nei tempi richiesti dal settore della moda. Ma il tessile vicentino non è solamente costituito da grandi gruppi industriali.
Un numero consistente di aziende medie a ciclo integrato e numerose piccole entità ad elevata specializzazione, infatti,compltano l'ordito che si ramifica nel territorio con una distribuzione capillare estremamente diffusa. Il territorio vicentino è un pullulare di piccole, a volte piccolissime aziende, che tuttavia, a dispetto delle loro ridotte dimensioni, sanno imporsi sul mercato grazie alla grande creatività delle linee e dello stile.
Lattuale struttura del settore è riflesso di un approccio al mercato attento sia alla qualità del prodotto sia alla novità. La grande industria schierata in prima linea con tutto il proprio peso, e la media e piccola sono impegnate nella fondamentale opera di rincalzo logistico che dà flessibilità allintero sistema. Significativo è lelevato grado di capitalizzazione per addetto con il rapporto tra manodopera e produzione diminuito di 10 volte negli ultimi 30 anni raggiungendo livelli di preminenza mondiale.
I settori tessile e abbigliamento contano nel vicentino oltre 2.100 unità, per un impiego di 37.000 addetti, pari al 11,6% della forza lavoro provinciale. Il fatturato supera i 10.000 miliardi di vecchie lire, dei quali quasi 3.000 provenienti dall'export. Complessivamente limmagine che si trae dai parametri statistici è quella di unindustria in buona salute, impegnata nel progressivo adattamento della propria struttura produttiva alla tendenza del mercato.
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