Nelle terre venete la passione per la lavorazione
della ceramica ha una radice antica. Nonostante le grandi trasformazioni produttive portate nel
Veneto da uno sviluppo economico tumultuoso, in alcuni lembi del territorio si coltivano queste
arti con una sensibilità che sa mantenere la memoria del passato e interpretare le esigenze
culturali delle società moderne. Il nucleo più dinamico dell'area veneta di produzione
della ceramica, si dispone ancora lungo gli storici insediamenti manifatturieri posti sulle rive
del fiume Brenta, tra i Comuni di Nove e di Bassano del Grappa.
Dalle numerose botteghe regionali impegnate nelle lavorazioni, escono quotidianamente prodotti destinati
ad abitazioni, alberghi, musei e show room di tutto il mondo. Queste ceramiche testimoniano di una varietà di
gamma, di fogge e colori , che trova pochi riscontri nella produzione di altri territori. Negli aspetti
stilistici, i prodotti locali spaziano dalle raffigurazioni classiche, con un particolare rilievo del
cosiddetto stile "novese", alle linee estetiche moderne.
La storia della ceramica veneta prende il via dall'incontro tra l'economia della Repubblica di Venezia,
il raffinato gusto estetico di terre prese a modello da grandi pittori e scultori e il fiuto di alcune
pionieristiche figure imprenditoriali. Per contrastare il domino dei prodotti stranieri, il Governo Veneto
nel XVII secolo deise di affidare ad imprenditori bassanesi l'autorizzazione a produrre oggetti in maiolica
per l'intero territorio della Repubblica Veneta. Per competere con la più evoluta produzione delle
aziende olandesi e inglesi di quel tempo, alcune famiglie imprenditoriali bassanesi, primi fra tutti
i Manardi e gli Antonibon, affinarono la cultura della lavorazione ceramica in zona. Nel periodo d'oro dell'espansione
settecentesca, la produzione locale elabora un'enorme varietà di modelli e decori, un patrimonio
di forme cui potranno attingere per molti anni a venire gli artigiani locali. Forme, decorazioni, smalti
che assumono una particolare estetica ben riconoscibile, denominata "stile di Nove". Gli artigiani
veneti raggiungono livelli di eccellenza su ogni tipologia di prodotto ceramico: maiolica, porcellana
e terraglia.
Le vicende successive riflettono momenti di grande difficoltà per l'insieme dell'industria locale.
Eventi sociali e politici, trasformazioni economiche e conflitti militari, mettono a dura prova la tenace
volontà dei produttori locali di difendere le potenzialità della cultura produttiva locale.
Ma, nonostante le difficoltà degli eventi, la ceramica di Nove e Bassano conserva una sapienza
nella lavorazione che si diffonde in tutto il territorio circostante. Già nei primi anni del
secondo dopoguerra, si assiste ad un rifiorire di iniziative imprenditoriali che riaffermano la validità del
patrimonio produttivo locale.
In questa fase di sviluppo la ceramica veneta raggiunge una posizione di leadership di mercato,
sia in termini di estensione delle attività, che di capacità di penetrazione sui mercati
nazionali ed internazionali. Il rinnovamento della sua impronta stilistica, l'ideazione di nuovi modelli
e prodotti, lo sviluppo di un intenso lavoro di ricerca ad opera di numerosi artisti locali, conduce
l'industria locale all'appuntamento con il nuovo millennio ricca di un patrimonio di competenze e di
capacità che rappresenta l'ideale continuazione del suo prestigioso passato. La concentrazione
di aziende di ceramica artistica nell'area di Nove e Bassano, con la sua corona di attività sparse
nel resto del territorio regionale, dà vita ad un insediamento specializzato che gode di una immagine
riconosciuta nel mondo, e che prende la forma del distretto industriale. Oggi sono quasi 600 le aziende di
questo distretto, che occupano oltre 4400 addetti alle lavorazioni, impegnati a realizzare in loco l'intero
processo produttivo, garantendo un controllo accurato di tutte le fasi.
Vasta e diversificata è l'offerta, in grado di soddisfare tutte le esigenze: aziende che producono
ceramiche per arredamento, articoli da regalo o da promozione, prodotti per la tavola, articoli religiosi.
La forte proiezione sul mercato internazionale è visibile dalle cifre: un volume di export pari
a circa 157 milioni di euro (dati 1999). Le aree regionali a maggior vocazione, come il distretto di
Nove e Bassano, esportano circa il 60-70% del loro fatturato in Europa, America ed Asia. Complessivamente,
si tratta di un sistema specializzato che compete sul terreno della qualità, dell'innovazione
e del servizio al cliente, che trae dalla propria tradizione e dalla capacità di rinnovarsi, le
risorse per difendere una immagine di leadership sul mercato.
|