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A due passi dal Teatro Olimpico, il Museo civico vicentino si offre allo sguardo rinnovato nell'immagine.
Nellanno 1550 iniziava la sua storia un altro palazzo palladiano celebre per invenzione e bellezza, Palazzo
Chiericati, oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca. Rivolto alla allora piazza
dellisola, oggi Piazza Matteotti, che si estendeva per 150 metri fino alla riva del fiume Bacchiglione,
il palazzo fu commissionato da Girolamo dei Conti Chiericati e fu poi continuato dal figlio Valerio,
dal momento che i lavori vennero interrotti per molti anni, tanto che dallinizio fino alla sua
completa realizzazione trascorse oltre un secolo.
Palladio, attento come sempre al valore dei siti e al loro connubio con lambiente circostante,
fece sì che la nuova dimora dei Chiericati assumesse un carattere ibrido tra la Villa ed il Palazzo,
anche in considerazione del fatto che nella configurazione urbanistica dellepoca, esso sorgeva
in un punto in cui, lasciandosi alle spalle la città, ci si affacciava direttamente in un territorio
di quasi campagna.
Il Maestro progettò un portico su colonnato dorico e inserì il corpo centrale delledificio
nellincontro di colonne dangolo, due delle quali, fuse tra loro, creano un effetto delicato.
Il piano nobile, con le due magnifiche logge aperte a diaframma, è chiuso al centro fra
le logge stesse, e il salone donore si estende sino a quel punto, sfruttando la profondità del
portico del piano terra.
Pur nei suoi richiami dorici-jonici, Palazzo Chiericati appare come opera decisamente veneta, sia per
colore che per apertura, e gli interni stessi, con sale di grande raffinatezza come quella datrio,
riflettono questa peculiare caratteristica. E interessante ricordare come, durante le piene del
vicino Bacchiglione, il Palazzo fosse lambito dalle acque, e il fatto che ad esso si potesse accedere
in quelle occasioni solo tramite piccole imbarcazioni, crea una curiosa comunanza con il destino dei
tanti palazzi veneziani interessati dalla contiguità della laguna e delle sue maree.
E anche lantico nome de "lisola", con il quale i vicentini chiamavano lodierna
Piazza Matteotti, deriva dalla particolare posizione tra i due fiumi che bagnano la città, oltre
al già citato Bacchiglione anche il Retrone, che fino al secolo scorso confluivano proprio in
quel punto. Il Retrone fu poi deviato, spostandone più a valle la confluenza, per limitare i danni
dovuti ai frequenti allagamenti in periodo di piene.
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